Un ricevimento nuziale da sogno si è trasformato in un caso giudiziario. Una coppia di neosposi di Alezio e un loro amico 41enne originario di Tuglie sono finiti sotto indagine con l’accusa di truffa e insolvenza fraudolenta, a seguito di una cerimonia celebrata in un relais di Sannicola.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due sposi avrebbero prenotato il banchetto di nozze presso una struttura di lusso, concordando un costo complessivo di 12.850 euro, ma avrebbero versato soltanto una caparra di 800 euro. La restante somma, nonostante le ripetute richieste da parte del gestore, non sarebbe mai stata pagata.
Il giorno delle nozze, per coprire il saldo, lo sposo avrebbe consegnato al titolare due assegni bancari: uno da 4.315 euro, l’altro da 7.335 euro, intestati al conto del 41enne di Tuglie, indicato come amico della coppia. Tuttavia, entrambi i titoli sono risultati scoperti e presentavano firme non autentiche, sollevando dubbi sulla genuinità dell’intera operazione.
Dalle indagini è emerso che, nei giorni precedenti alla cerimonia, i coniugi avevano preso impegni contrattuali chiari, tra cui quello di versare un acconto pari al 30% del totale almeno quindici giorni prima dell’evento. Tuttavia, la coppia avrebbe dissimulato la propria insolvenza presentandosi come solvibile e seria, con la sola consegna della caparra.
Il tentativo di saldare con assegni non validi, consegnati direttamente durante il matrimonio, ha aggravato la posizione degli indagati, facendo emergere l’intenzione, secondo la Procura, di ingannare deliberatamente il titolare del relais. L’ipotesi accusatoria sottolinea la presenza di elementi tipici della condotta truffaldina, come la simulazione di solvibilità e l’utilizzo di titoli di pagamento inefficaci.
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