Indagine sulla morte di una 90enne in una Rsa del Salento

La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo sulla morte di Ilda Losavio, 90 anni, deceduta dopo il rapido aggravamento di una lesione da decubito. Disposta l’autopsia per accertare le cause del decesso e verificare eventuali responsabilità sanitarie.

La morte di Ilda Losavio, 90enne originaria di Taranto e ospite di una Rsa in provincia di Lecce, è al centro di un’inchiesta della Procura salentina. Il fascicolo è stato aperto dopo la denuncia presentata dal figlio della donna, che ha chiesto di verificare se nel percorso assistenziale seguito dalla madre possano essersi verificati errori o omissioni.

La vicenda era iniziata il 4 luglio, quando l’anziana era rimasta vittima di un incidente domestico. Trasportata all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, le erano state riscontrate una frattura ileo-pubica e due fratture vertebrali cervicali.

I medici avevano indicato una mobilizzazione controllata, evitando il carico sui piedi. Non potendo assistere personalmente la madre a domicilio, il figlio, residente a Maglie e assistito dall’avvocato Ubaldo Macrì, aveva quindi deciso di affidarla a una Rsa del Leccese.

Alla struttura era stata consegnata la documentazione sanitaria con le indicazioni per mantenere la paziente allettata, effettuare movimentazioni frequenti e utilizzare una sedia senza carico posturale. Il figlio aveva inoltre fornito dispositivi medici destinati alla prevenzione delle lesioni da pressione.

Dopo circa venti giorni di permanenza nella struttura, durante una visita il figlio avrebbe notato un cattivo odore. Essendo medico, aveva chiesto al personale di ricevere una fotografia della zona sacrale per verificare le condizioni della madre.

Le immagini avrebbero evidenziato una lesione da decubito già al terzo stadio. Secondo quanto riportato nella denuncia, il figlio avrebbe chiesto di valutare l’asportazione chirurgica del tessuto compromesso. I sanitari della Rsa avrebbero invece scelto di procedere con medicazioni avanzate.

Nei giorni successivi, però, la situazione sarebbe ulteriormente peggiorata. In una nuova documentazione fotografica del 20 agosto, la lesione risultava arrivata al quarto stadio, con una necrosi più profonda. Secondo la ricostruzione contenuta nella denuncia, sarebbe quindi comparsa una sepsi, accompagnata da un progressivo deperimento e da un’insufficienza renale.

A causa dell’aggravamento, il direttore sanitario della Rsa aveva disposto il trasferimento della paziente all’ospedale di Scorrano. Dopo il rientro in struttura, l’anziana era stata nuovamente trasferita, questa volta all’ospedale di Casarano, per poi tornare ancora nella Rsa.

Il 3 settembre era arrivato l’ultimo ricovero, all’ospedale di Galatina. La donna è morta durante la notte successiva.

Ora saranno l’autopsia e gli ulteriori accertamenti della Procura a dover ricostruire l’evoluzione delle condizioni della 90enne e a stabilire se vi sia un collegamento tra la lesione da decubito, il successivo quadro settico e il decesso. L’inchiesta è ancora in corso e non risultano, al momento, responsabilità accertate.

Redazione

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