La prevenzione contro il cancro e le strategie di screening per il rilevamento precoce dei tumori alla mammella e al colon-retto sono oggi argomento di forte dibattito nella nostra regione. Recentemente, in Puglia, si è accesa una forte constatazione in merito alle fasce d’età che vengono escluse da questi importanti programmi di prevenzione: le donne tra i 40 e i 49 anni e tra i 70 e i 75 anni per il cancro al seno, e le persone tra i 45 e i 49 anni e tra i 70 e i 75 anni per il cancro al colon.
Questo atteggiamento si pone in netto contrasto con le normative vigenti in Italia e ignora le recenti direttive avanzate dalla Commissione Europea. La normativa italiana prevede tre screening obbligatori per i tumori al seno, al colon-retto e al collo dell’utero, con l’obiettivo di combattere efficacemente tali malattie. Nonostante ciò, la regione Puglia persiste nell’applicare i vecchi criteri di età, ignorando le nuove normative e lasciando senza adeguata prevenzione migliaia di individui. Le autorità sanitarie regionali e le strutture sanitarie locali, spesso influenzate dalla politica, si rifugiano dietro una serie di giustificazioni che vanno della pandemia di Covid-19 ai problemi organizzativi.
Queste pratiche sono inaccettabili, e non possono essere mascherate da eventi di sensibilizzazione e dibattiti pubblici che non si traducono in azioni concrete. Per questo motivo, è stata richiesta una convocazione urgente in Commissione Sanità per richiamare tutti i responsabili al loro dovere. Benché non si pretenda di avere una sensibilità speciale, è necessario che ci si allontani dalla stagnazione e si proceda verso l’applicazione effettiva delle leggi a tutela della salute pubblica.
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