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Echi di pietra e storia: Il Duomo di Otranto e il suo mosaico vivente

Tra arte sacra e leggende: un viaggio nel mosaico medievale che racconta il cammino dell'umanità

Il Duomo di Otranto, dedicato all’Annunciazione della Beata Vergine Maria, racchiude in sé secoli di narrazioni. La sua fondazione risale a un periodo in cui la comunità si unì per edificare un tempio di fede sui ruderi di una dimora romana, che nel 1480, la vide  trasformarsi anche in moschea. Tuttavia, il pavimento musivo, una sinfonia di tessere multicolori, fu fortunatamente preservato.

Il vescovo Gionata delegò a Pantaleone l’onere di forgiare un’opera senza pari, una narrazione musiva composta da oltre mezzo milione di pezzi. Quest’opera d’arte, paragonabile a un’enciclopedia visiva del Medioevo, si legge verticalmente, dall’entrata verso l’altare e inizia con il racconto biblico della caduta dell’uomo, prosegue con sedici medaglioni che narrano l’armonia originale del creato attraverso raffigurazioni di esseri umani e animali. Il percorso prosegue con le vicende di Caino e Abele, con un Calendario che raffigura le attività umane stagionali, e altro ancora, come il Diluvio Universale, Alessandro Magno, i Templari e l’inserimento anacronistico della storia di Re Artù.

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