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Condanna esemplare per Fiorina Calcagnile: 6 Anni e 3 mesi di reclusione per atti di violenza

La Corte di Lecce infligge una severa sentenza a Calcagnile per reati di rapina e violenza, ponendo fine a un processo carico di accuse gravi.

Fiorina Calcagnile, una donna di 36 anni originaria di Lecce, è stata protagonista di un severo giudizio legale. La donna è stata ritenuta colpevole di una serie di atti di violenza nei confronti di un’amica. Il verdetto è stato emesso dalla prima sezione collegiale, presieduta dalla giudice Bianca Maria Todaro e coadiuvata dai giudici Roberta Maggio e Chiara Panico, che hanno stabilito per Calcagnile una pena di 6 anni e 3 mesi di carcere, oltre a una sanzione pecuniaria di 2.000 euro.

Durante il processo, il pubblico ministero Alberto Santacatterina aveva proposto una condanna a 5 anni, mentre l’accusa portata contro Calcagnile comprendeva reati gravi quali stalking, lesioni personali, tentativo di estorsione, violazione di domicilio, violenza privata e rapina. La condanna finale ha riguardato i capi di imputazione relativi alla rapina e alla violenza privata, mentre per gli altri reati è stata pronunciata l’assoluzione.

La vittima, una donna di 45 anni anch’essa di Lecce, si era costituita parte civile nel processo, rappresentata dall’avvocato Angelo Vetrugno. Secondo le indagini, guidate dal pubblico ministero Luigi Mastroniani, gli episodi di persecuzione da parte di Calcagnile si sono verificati tra settembre e dicembre 2022, includendo telefonate intimidatorie, insulti, minacce scritte e vari atti di violenza fisica.

Tra gli episodi più gravi, Calcagnile avrebbe tentato di colpire la vittima con un posacenere, spintonarla contro un muro e strangolarla. Le sono stati inoltre attribuiti danneggiamenti di proprietà e tentativi di estorsione. In una situazione particolarmente critica, Calcagnile avrebbe impedito alla vittima di chiamare la polizia distruggendo il suo telefono cellulare.

Oltre a questi atti, Calcagnile è nota alle cronache locali per essere stata coinvolta in altri procedimenti penali legati a rapine e furti. La difesa, guidata dall’avvocato Loredana Pasca, sta attendendo le motivazioni ufficiali della sentenza per poter eventualmente presentare un ricorso in appello.

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