Due insegnanti di un istituto comprensivo della provincia di Lecce sono al centro di un’indagine avviata dopo la denuncia presentata dalla famiglia di una bambina di 10 anni con disabilità. Una docente è indagata per maltrattamenti, mentre l’altra deve rispondere di abuso dei mezzi di correzione. Tra le insegnanti coinvolte ci sarebbe anche la docente di sostegno della classe.
A rivolgersi alle autorità sono stati i genitori della bambina, preoccupati per il crescente disagio psicologico manifestato dalla figlia durante lo scorso anno scolastico. La situazione li avrebbe spinti a chiedere accertamenti su quanto sarebbe accaduto all’interno della scuola.
Secondo la denuncia, la minore non sarebbe stata adeguatamente seguita durante le lezioni e avrebbe subito commenti negativi sulle proprie difficoltà di apprendimento davanti agli altri compagni. La famiglia avrebbe inoltre segnalato alcuni episodi specifici ritenuti particolarmente delicati.
In una circostanza, alla bambina sarebbe stato negato il permesso di uscire dall’aula nonostante una necessità urgente. In un altro episodio sarebbe stata filmata mentre si trovava in una situazione di difficoltà. Nel documento presentato dai genitori viene inoltre riferito un episodio di svenimento avvenuto durante l’orario scolastico.
I fatti contestati risalgono al precedente anno scolastico. Con l’inizio del nuovo anno, i genitori hanno scelto di trasferire la figlia in un altro istituto.
Ora spetterà agli inquirenti verificare la ricostruzione contenuta nella denuncia e accertare quanto effettivamente accaduto. Le due insegnanti dovranno essere ascoltate nell’ambito degli accertamenti, mentre gli elementi raccolti saranno valutati dall’autorità giudiziaria.
Un primo importante passaggio del procedimento si è già svolto: la bambina è stata ascoltata con modalità protette nell’ambito di un incidente probatorio, così da acquisire la sua testimonianza tutelandone le esigenze legate all’età e alla particolare condizione.
L’indagine dovrà ora chiarire la dinamica degli episodi segnalati e l’eventuale sussistenza delle responsabilità contestate. L’iscrizione nel registro degli indagati non costituisce una dichiarazione di colpevolezza, che potrà essere stabilita soltanto al termine dell’iter giudiziario.
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