Un presunto sistema di corruzione e pressioni per condizionare procedimenti giudiziari è al centro di un’inchiesta coordinata dalla procura di Potenza. Sei le persone coinvolte, accusate a vario titolo di corruzione, concussione e tentata estorsione.
Secondo l’accusa, tra il 2021 e il 2023 sarebbero stati richiesti o promessi denaro e altre utilità in cambio dell’interruzione di iniziative giudiziarie o di presunti interventi favorevoli. Nell’inchiesta compaiono anche pratiche relative all’invalidità civile e presunte promesse riguardanti procedimenti che coinvolgevano familiari.
Le indagini, condotte attraverso intercettazioni, pedinamenti e analisi dei dispositivi sequestrati, avrebbero fatto emergere anche pressioni e intimidazioni nei confronti di alcuni clienti, compresi presunti falsi controlli stradali organizzati per ottenere pagamenti.
L’indagine sarebbe partita da un’attività della Guardia di finanza di Lecce su presunti episodi di riciclaggio e trasferimento all’estero di denaro. Alcune intercettazioni avrebbero portato gli investigatori a concentrarsi sul ruolo di De Valerio e, successivamente, su quello di Zito.
Tra gli elementi raccolti figura anche il riferimento a una precedente vicenda giudiziaria che sarebbe stata risolta, secondo quanto emerso dalle conversazioni, attraverso una cena, 2mila euro e una bottiglia di vino.
Gli indagati, assistiti dai rispettivi difensori, hanno venti giorni per chiedere di essere interrogati o presentare memorie difensive. Le accuse dovranno ora essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria.
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