E’ partita un’indagine per chiarire le circostanze della morte di un 32enne, il cui corpo è stato rinvenuto lo scorso 13 giugno in una zona di campagna alla periferia di Ugento. L’ipotesi investigativa al momento non contempla l’omicidio: si procede infatti contro ignoti per istigazione al suicidio, nel tentativo di fugare ogni dubbio sulla dinamica del tragico evento.
Secondo quanto ricostruito, il giovane si sarebbe diretto in un appezzamento di terreno appartenente a un suo amico, dove, stando agli inquirenti, si sarebbe tolto la vita. A notare il corpo, un passante che ha immediatamente allertato i soccorsi. Il personale del 118, giunto poco dopo, non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno dato subito il via alle indagini. Durante il sopralluogo nella casa dove il giovane viveva insieme ai genitori, è stato rinvenuto un messaggio scritto a mano, in cui il 32enne annunciava il proprio gesto, specificando anche il luogo in cui avrebbe messo fine alla sua vita.
Un secondo biglietto è stato ritrovato direttamente nel terreno dove si è consumata la tragedia, anch’esso ora al vaglio degli inquirenti. Il contenuto dei messaggi verrà analizzato nel dettaglio, con l’obiettivo di chiarire eventuali pressioni psicologiche o influenze esterne che possano aver determinato la drammatica decisione del giovane.
Le indagini, oltre all’analisi dei dispositivi elettronici, includeranno l’interrogatorio di persone vicine alla vittima e la verifica delle sue ultime frequentazioni, per accertare se qualcuno possa averlo spinto, anche indirettamente, al gesto estremo.
Le autorità continuano a mantenere il massimo riserbo, ma l’attenzione investigativa rimane alta, anche per via delle dinamiche che al momento non appaiono del tutto lineari.
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