Truffa milionaria a Ruffano: prorogata l’indagine sulla consulente finanziaria

Le accuse ruotano attorno a operazioni fittizie e documenti falsi: la procura chiede altri sei mesi di indagini

guardia di finanza

La procura di Lecce ha ottenuto una proroga di sei mesi per proseguire le indagini su una consulente finanziaria originaria di Ruffano, finita al centro di un’inchiesta per una presunta truffa milionaria. La decisione arriva su richiesta della PM Simona Rizzo, titolare del fascicolo, che ha motivato l’istanza con la complessità del caso e la necessità di approfondire ulteriormente i numerosi elementi raccolti.

Il centro dell’indagine è una presunta frode sistematica, che avrebbe coinvolto almeno 38 persone. Gli investigatori ipotizzano che la consulente, sfruttando la sua posizione di fiducia e credibilità professionale, abbia orchestrato una rete di investimenti fittizi, presentando ai clienti documentazione apparentemente autentica – come prospetti informativi, rendiconti e ricevute – per operazioni che in realtà non sono mai state eseguite.

La vicenda ha avuto un’accelerazione nei mesi scorsi, quando i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Lecce hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione della donna, da cui sono stati sequestrati diversi dispositivi digitali, tra cui computer e smartphone. Tali supporti sono ora oggetto di approfondite consulenze tecniche.

L’ammontare complessivo del danno economico non è stato ancora quantificato con precisione, ma secondo le stime preliminari si aggirerebbe su svariati milioni di euro. Le indagini si concentrano anche sul flusso di denaro, che secondo gli inquirenti sarebbe stato trasferito all’estero, rendendo più complessa la tracciabilità delle somme sottratte.

La truffa si sarebbe protratta per diversi anni, grazie a un impianto ben strutturato e alla rete di relazioni coltivata dalla professionista, che per lungo tempo ha agito indisturbata. Le autorità, nel corso delle indagini, stanno esaminando tutti i contratti e i materiali forniti alle vittime, con l’obiettivo di ricostruire il percorso delle somme e individuare eventuali complici o ulteriori responsabili.

Redazione

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