Una drammatica vicenda di sfruttamento e violenza è culminata nell’arresto di un uomo di 71 anni — che si spacciava per ginecologo e guaritore spirituale — e della madre di una delle giovanissime vittime. Le accuse mosse dagli inquirenti sono gravissime: violenza sessuale aggravata e pornografia minorile. L’operazione dei Carabinieri di Taviano ha finalmente interrotto un incubo durato anni, che ha coinvolto una bambina costretta a subire abusi sin dall’età di 8 anni.
L’indagine è nata nell’agosto del 2024 grazie al coraggio del padre di una ragazza di 17 anni. Accortosi di uno scambio di immagini compromettenti tra la figlia e il sedicente medico, l’uomo ha rintracciato il settantunenne e gli ha sottratto lo smartphone, consegnandolo immediatamente alle forze dell’ordine. L’analisi tecnica del dispositivo ha rivelato uno scenario agghiacciante: centinaia di file tra foto e video che documentavano abusi sistematici non solo sull’adolescente, ma su una vittima ancora più piccola.
Secondo la ricostruzione della Procura, l’indagato manipolava le vittime millantando doti taumaturgiche e promettendo guarigioni attraverso la preghiera e pratiche pseudo-mediche. Tuttavia, l’aspetto più sconcertante riguarda il ruolo della madre della vittima più piccola. La donna è ritenuta dagli inquirenti la “regista” delle violenze: non si sarebbe limitata a organizzare e assistere agli incontri, ma avrebbe persino documentato gli abusi con il proprio cellulare per inviare il materiale al complice.
Nell’ordinanza di custodia cautelare, la GIP ha sottolineato la profondità del trauma subito dalla bambina, evidenziando come la complicità della figura materna abbia annullato ogni sua possibilità di dissenso. Per garantirne la sicurezza, la piccola è stata allontanata dal nucleo familiare e trasferita in una struttura protetta. Attualmente, sia il finto medico che la madre della minore si trovano in stato di detenzione, in attesa del prosieguo dell’iter giudiziario.
Attualmente, il sedicente ginecologo è assistito dall’avvocato Giuseppe Castelluzzo, mentre la madre della minore è difesa dall’avvocato Roberto Bray. Entrambi si trovano in stato di detenzione in attesa del prosieguo dell’iter giudiziario.
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