In Puglia ci sono quasi 17.600 imprese che più di altre stanno subendo direttamente gli effetti del caro-carburanti a seguito della guerra in Medio Oriente. Si tratta di quelle imprese che l’Ufficio studi della Cgia individua come i “professionisti della strada”: agenti di commercio (11.968), autotrasporto e servizi di trasloco (4.609), taxi e ncc (748), bus operator (255).
Quasi 2.900 sono presenti nella provincia di Lecce: 2.170 agenti di commercio; 466 autotrasportatori; 211 taxi e ncc e 49 bus operator.
Nonostante il taglio delle accise sul diesel di 20 centesimi al litro, comunque provvisorio e per il quale si attende una proroga da parte del Governo, la Cgia ricorda che dall’inizio dell’anno il prezzo del diesel è comunque aumentato del 20,9%, pari a 34 centesimi in più al litro. Se il confronto viene effettuato sempre con il 31 dicembre scorso, oggi fare il pieno a un autocarro con massa inferiore alle 7,5 tonnellate costa circa 172 euro in più: un incremento che, su base annua, si traduce in un aggravio di circa 12.350 euro per ciascun mezzo.
A pagare il conto maggiore non saranno solo i piccoli autotrasportatori, ma anche taxisti, bus operator e Ncc che, ricordiamo la Cgia, fanno parte della cosiddetta categoria dei “professionisti della strada” che per legge devono avere un’abilitazione professionale per guidare i propri mezzi di lavoro.
Seguici su
Aggiungi leccetomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.