Una visita in carcere si è trasformata in un arresto in flagranza di reato per una donna di 37 anni residente a Copertino, accusata di aver tentato di introdurre sostanze stupefacenti all’interno della casa circondariale di Borgo San Nicola. La vicenda coinvolge anche il marito della donna, già detenuto per vicende legate alla droga.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’episodio è avvenuto l’8 luglio, durante un colloquio tra coniugi all’interno della struttura penitenziaria. La donna avrebbe cercato di consegnare al marito alcuni dolcetti alla pasta di mandorla utilizzati come contenitore per occultare la sostanza stupefacente.
La scoperta durante i controlli della polizia penitenziaria
Il tentativo è stato scoperto grazie alle verifiche effettuate dagli agenti della polizia penitenziaria sui prodotti destinati ai detenuti. Nel corso dell’ispezione sono stati analizzati quindici dolcetti portati dalla visitatrice e all’interno di ciascuno sarebbero stati individuati involucri contenenti cocaina.
Il quantitativo complessivo sequestrato è risultato superiore ai 19 grammi. La sostanza, già suddivisa in singole dosi, secondo gli inquirenti potrebbe essere stata destinata alla distribuzione all’interno dell’istituto penitenziario e non esclusivamente al consumo personale del detenuto.
Dalla custodia in carcere ai domiciliari con braccialetto elettronico
Dopo la scoperta della droga, la donna è stata arrestata. In un primo momento il pubblico ministero Francesca Miglietta aveva disposto la permanenza in carcere, considerata la contestazione e i precedenti specifici dell’indagata.
Durante l’udienza di convalida, però, il giudice per le indagini preliminari Alcide Maritati ha disposto una misura meno afflittiva: gli arresti domiciliari presso l’abitazione della 37enne a Copertino, con l’applicazione del braccialetto elettronico.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, assistita dall’avvocato Francesco Cazzato, la donna ha scelto di non rispondere alle domande del giudice, ma avrebbe comunque fornito dichiarazioni spontanee nelle quali avrebbe riconosciuto le contestazioni mosse nei suoi confronti.
Valutate anche le condizioni personali e familiari dell’indagata
La decisione del gip ha tenuto conto della gravità delle accuse, del rischio di nuovi episodi e del contesto nel quale sarebbe maturata la vicenda, legato al traffico di sostanze stupefacenti. Tuttavia, nella valutazione complessiva, hanno avuto un peso anche alcune condizioni familiari e personali della donna.
Per questo motivo il giudice ha scelto di applicare una misura cautelare alternativa al carcere, mantenendo comunque un controllo attraverso il dispositivo elettronico.
La vicenda rappresenta un nuovo capitolo giudiziario per la coppia di Copertino: entrambi, a distanza ravvicinata, sono finiti coinvolti in procedimenti per reati connessi alla droga.
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