Il Tribunale civile di Lecce ha recentemente accolto il ricorso presentato dal Ministero dell’Interno, dichiarando incandidabili tre ex sindaci di Neviano, comune sciolto nel 2022 a causa di infiltrazioni mafiose. La decisione, basata su strettissimi legami con soggetti mafiosi, è stata motivata dal tribunale in una sentenza che evidenzia condotte attive e omissive che avrebbero distorto la volontà dell’ente a favore di interessi personali di individui affiliati al clan Coluccia.
La giunta giudicante composta dal presidente Mario Cigna e dalle giudici Caterina Stasi e Viviana Mele ha esaminato la vicenda in 74 pagine, rivelando dettagli sul coinvolgimento dei tre ex sindaci: Fiorella Mastria, Silvana Cafaro e l’avvocato Antonio Megha.
Megha, l’unico tra i tre a essere coinvolto penalmente, è attualmente sotto processo nel contesto dell’inchiesta “Insidia” con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso. Il verdetto è già noto per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. La decisione del tribunale potrà essere impugnata, e se diventerà definitiva, impedirà ai tre ex sindaci di partecipare a future competizioni elettorali.
Il provvedimento analizza le “anomalie” riscontrate per ciascun amministratore, evidenziando pratiche scorrette nella gestione della campagna elettorale, negli appalti pubblici e nella gestione degli alloggi di edilizia economica popolare. Il tribunale sottolinea anche il coinvolgimento con imprenditori vicini al clan mafioso e licenze rilasciate per attività commerciali legate alla criminalità organizzata.
In attesa dell’esito delle impugnazioni, l’incandidabilità degli ex sindaci potrebbe segnare una svolta nella lotta contro le infiltrazioni mafiose nei comuni italiani. Resta da vedere quale sarà il futuro giudiziario e politico per coloro che hanno piegato la volontà dell’ente a logiche personalistiche e mafiose.
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