Giovanni Parlangeli, 43 anni, latitante dal maggio 2023, è stato arrestato questa mattina in un’operazione condotta dalla squadra mobile di Lecce, supportata dal personale specializzato del Servizio Centrale Operativo. L’uomo si nascondeva in un casale di campagna tra Taviano e Racale, dove sono stati trovati anche falsi documenti validi per l’espatrio e munizioni. Parlangeli, pregiudicato e domiciliato a Magliano, frazione di Carmiano, era ricercato per reati legati a operazioni mafiose e associazione a delinquere di stampo mafioso.
Parlangeli è legato a diverse operazioni criminali, come “Baia Verde” e “Baia Verde 2”, nelle quali è stato condannato nel 2016. Inoltre, era coinvolto anche nella recente operazione “Filo d’Arianna”, in cui risponde dei reati di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Già affiliato al clan Tornese di Monteroni, Parlangeli avrebbe proseguito le sue attività criminali al servizio del clan Padovano di Gallipoli. Il suo ruolo era quello di gestire il controllo delle attività economiche sul territorio e di risolvere conflitti tra clan per garantire il rispetto degli accordi sulle aree di influenza.
Tra le accuse mosse contro di lui, vi è anche quella di estorsione a danno di un commerciante, minacciato con frasi del tipo “se non sistemi, ti bruciamo tutto”. In questa circostanza, il commerciante è stato costretto a versare 64.500 euro, una somma legata alla compravendita di alcune autovetture che erano poi finite sotto sequestro.
La cattura di Parlangeli rappresenta un passo importante nella lotta contro la criminalità organizzata nel Salento, che da anni continua a gestire attività illegali, mantenendo un controllo ferreo sulle dinamiche economiche e sociali del territorio.
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