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Operatrice Sanitaria nel Mirino della Giustizia a Lecce

Sospettata di Avere Approfittato di Pazienti Vulnerabili, Due Indagini in Corso

Una dipendente dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce è al centro di un’indagine legale, accusata di sfruttare la situazione di vulnerabilità di alcuni pazienti al fine di ottenere beni di valore e di compiere transazioni bancarie illecite utilizzando le loro carte di credito. Claudia Prinari, 47 anni, residente a Lecce, dovrà affrontare un processo davanti al tribunale, in base alla decisione della giudice Anna Capano. Le prove indicano che nella notte tra il 14 e il 15 dicembre 2021, la donna avrebbe prelevato 500 euro da un bancomat ospedaliero utilizzando la carta di credito e il codice PIN di un paziente gravemente malato, successivamente restituendo la carta. In un episodio separato, avvenuto il 5 ottobre 2022, Prinari è accusata di aver sottratto una collana d’oro a una paziente colpita da ictus. Per la sua difesa, l’operatrice si è affidata all’avvocato Mario Stefanizzi, il quale sostiene che la collana non sia stata rubata, ma semplicemente persa dalla paziente durante il suo ricovero e poi restituita. Il caso sarà esaminato il 15 dicembre sotto la supervisione della giudice Giovanna Piazzalunga, con la partecipazione come parte civile dell’ente sanitario locale (ASL), rappresentato dall’avvocato Alfredo Cacciapaglia. Tuttavia, questo non è l’unico caso in cui la signora Prinari è coinvolta. Un’indagine separata, condotta dal procuratore Massimiliano Carducci e dalla squadra mobile di Lecce, ha portato all’assegnazione della detenzione domiciliare per l’operatrice lo scorso maggio. In relazione a questa inchiesta, è stato emesso un decreto di giudizio immediato, e se non verranno avanzate alternative dalla difesa entro il periodo stabilito, il caso proseguirà secondo le normali procedure legali, con la prima udienza fissata per il 5 ottobre.

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