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Chiusura imminente delle Officine Ferroviarie Sud Est di Lecce: una minaccia per territorio ed occupazione

Apprensione per la chiusura di un sito manutentivo importante sotto numerosi aspetti

Nelle ultime settimane è emersa la notizia della possibile chiusura delle Officine Ferroviarie Sud Est di Lecce (FSE), come comunicato dai sindacati. Questa decisione ha innescato preoccupazioni diffuse nel territorio, poiché questa partecipata del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiano sta minacciando seriamente il futuro del sito produttivo leccese. Circa 30 posti di lavoro sono a rischio, e c’è il timore che il polo produttivo stesso possa essere abbandonato. I segretari di Filt Cgil (Fabrizio Giordano), Fit-Cisl (Giovanni Conoci), Uiltrasporti (Francesco Demarindis) e Faisa-Cisal (Antonio Rizzini) hanno espresso il loro forte appello affinché la Regione, la politica locale e la deputazione salentina si impegnino a proteggere il territorio e l’occupazione.

Una delle ragioni principali di questa situazione critica è l’intenzione di FSE di chiudere il sito manutentivo nel settore automobilistico. La motivazione ufficiale dietro questa decisione è il desiderio del Comune di Lecce di riappropriarsi dell’area, situata nei pressi dell’attuale ingresso della stazione ferroviaria. Questa volontà era stata comunicata anni fa dall’amministrazione comunale. Tuttavia, i tentativi di FSE di trovare una soluzione alternativa sono stati vani, principalmente a causa delle difficoltà nel reperire un’area idonea per la manutenzione dei bus. Di conseguenza, FSE ha optato per l’esternalizzazione del servizio, sollevando preoccupazioni sul destino dei lavoratori attualmente impiegati nell’officina e sulla qualità dei servizi di manutenzione una volta che il servizio sarà esternalizzato.

Queste preoccupazioni non riguardano solo le officine per la manutenzione dei bus ma si estendono anche alle officine per la manutenzione dei treni, situate nel retro della stazione ferroviaria, una zona interessata dal prossimo ribaltamento dell’ingresso. Sebbene non ci siano comunicazioni ufficiali al riguardo, si vocifera che anche questa officina potrebbe essere dismessa, poiché non è più adatta per le nuove carrozze. Gli ambienti erano originariamente idonei per le vecchie macchine Fiat, che erano più piccole. L’azienda sta valutando la possibilità di spostare l’officina al polo manutentivo di Taranto, il che comporterebbe chilometri di spostamenti e costi aggiuntivi per il personale.

I sindacati, tuttavia, sottolineano che esiste un’alternativa più conveniente sia in termini di tempo che di costi. Hanno proposto più volte di utilizzare lo scalo di Surbo, che è vicino e ha tutte le potenzialità per gestire la manutenzione dei mezzi, un compito già svolto con successo dal Gruppo Ferrovie presso il sito di Trenitalia.

Di fronte a questa situazione preoccupante, i sindacati hanno già scritto all’assessore regionale ai Trasporti, Anita Maurodinoia, e alla presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, chiedendo un incontro urgente. Sottolineano che la provincia di Lecce non può permettersi di perdere altri 30 posti di lavoro in favore di altre regioni. È importante anche tutelare la dignità del sito produttivo leccese, che è stato progressivamente spogliato di risorse e servizi negli ultimi anni. La centralizzazione verso Bari è un fatto che sta danneggiando profondamente il territorio, e si spera che la politica locale faccia sentire la sua voce in questa delicata situazione.

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