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Libertà nelle ombre: Il teatro di Manfredini e l’universo di Genet

Sotto i riflettori: racconti carcerari, identità e la profondità dell'immaginazione artistica.

Durante l’occupazione tedesca in Francia, all’interno di una prigione, il prigioniero Jean Genet adornava le pareti della sua cella con ritratti di delinquenti tratti dai giornali. Nelle ore notturne, iniziava a immaginarsi storie alternative per questi individui. Nelle sue visioni, emergono figure come Divine, una donna trasgressiva e prostituta; Mignon, il suo protettore e amante; e Notre Dame des Fleurs, un giovane assassino.

Il 21 ottobre alle 20:45, il noto attore e regista Danio Manfredini torna sul palco, presentando un’opera ispirata al lavoro di Genet. Manfredini, famoso per le sue interpretazioni teatrali potenti come Miracolo della rosa e Al presente, tra gli altri, ha dimostrato la sua maestria nel teatro moderno.

Il pezzo che Manfredini porta in scena è “Divine”, basato sul libro di Genet “Nostra signora dei fiori”, scritto durante il suo periodo di reclusione a Parigi nel 1944. Il libro si immerge nell’ambiente carcerario e narra una storia audace sull’ambiente LGBTQ, molto prima che tale termine diventasse mainstream. Nonostante le sfide, Genet offre una rappresentazione non filtrata dei suoi personaggi, tratteggiando la vita di individui marginalizzati nella società. Questi personaggi, nonostante le loro imperfezioni, vengono descritti con una luce sacra, evidenziando la loro umanità.

Il personaggio principale, Divine, è l’alias di Louis Culafroy, un giovane che ha abbandonato il suo passato per iniziare una nuova vita a Parigi come travestito. La sua esistenza viene trasformata dalla relazione con Mignon e Notre Dame des Fleurs.

Manfredini spiega di aver ideato la trama negli anni ’90, inizialmente con l’idea di realizzarla come film. Tuttavia, è diventata parte dello spettacolo “Cinema Cielo” nel 2003. Durante la performance, Manfredini presenterà schizzi e disegni che aveva creato per il progetto originale.

La musica dello spettacolo spazia da brani come “Stan” di Eminem a “Comfortably Numb” dei Pink Floyd, passando per Bach e Jimmy Somerville. La narrazione coinvolge voci diverse, raccontando storie d’amore, tragedie e giovani alla ricerca di appartenenza.

Prima dello spettacolo, alle 19:30, viene inaugurata una mostra artistica intitolata “Serpenti ragni falene. Cipolle fiori e cantilene”, curata dall’artista Chiara Camoni. Questa esibizione, composta da opere tessili realizzate manualmente, invita gli spettatori a una profonda esperienza sensoriale. Le immagini create dall’artista, rappresentando elementi della natura, cercano di connettere l’umanità con la terra, sfidando una prospettiva puramente antropocentrica del mondo.

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