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Nuovamente assolti gli Imprenditori salentini nell’Inchiesta Sabr

Sotto processo per sfruttamento di braccianti africani: l'organizzazione piramidale e le accuse principali sotto la lente.

Quattro imprenditori salentini sono stati nuovamente assolti in relazione all’inchiesta Sabr, centrata su presunte attività illecite riguardanti lo sfruttamento del lavoro di braccianti africani in cerca di una vita migliore in Italia. Questi imprenditori sono Pantaleo Latino, 63 anni, Livio Mandolfo, 55 anni, Giovanni Petrelli, 60 anni, tutti di Nardò, e Marcello Corvo, 64 anni. In precedenza, erano stati condannati, ma successivamente assolti nel 2019 dalla Corte d’Assiste d’appello di Lecce. Tuttavia, quella decisione fu annullata dalla Corte di Cassazione, che ordinò un nuovo processo a Taranto. Anche in questa occasione, gli imprenditori sono stati assolti con la motivazione “per non aver commesso il fatto“. Questo caso ha coinvolto anche altri individui, che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti.

L’inchiesta Sabr, avviata nel 2012, ha rivelato l’esistenza di un’organizzazione strutturata in maniera piramidale. In cima, vi erano gli imprenditori locali che, apparentemente, collaboravano tra di loro. Successivamente, vi erano reclutatori responsabili dell’arruolamento di manodopera dall’estero e i cosiddetti caporali, incaricati di gestire i movimenti dei lavoratori all’interno dell’Italia. Poi, ci sono i supervisori che si occupavano del trasporto nei campi di lavoro. Alla base, vi erano i braccianti, costretti a lavorare in condizioni estreme, spesso per 10-12 ore al giorno senza giorni di riposo, e per salari estremamente bassi, dai quali venivano detratti i costi per il cibo e il trasporto. Le accuse mosse all’organizzazione comprendevano: riduzione in schiavitù, associazione a delinquere, sfruttamento lavorativo, estorsione, violenza privata, falsificazione di documenti e aiuto all’immigrazione clandestina.

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