Quando si tratta della salute è prioritario il pieno recupero della persona in ogni suo aspetto, sanitario e sociale, e quando si tratta dei bambini, questo è fondamentale e si deve procedere con rispetto e attenzione, evitando di traumi e malumori. In tale scenario, è opportuno capire il ruolo della politica nel facilitare, piuttosto che ostacolare, questi sforzi. Questo è l’incipit di un comunicato stampa diffuso dall’organizzazione non-profit “Cuore e Mani Aperte“, che evidenzia la preoccupante carenza di personale nell’Unità di Chirurgia Pediatrica.
L’articolo 32 della Costituzione Italiana, che garantisce le cure gratuite agli indigenti, rischia di essere non applicabile a causa degli ospedali in declino e le promesse non mantenute mentre le comunità sono lasciate sempre più a sé stesse.
Nel 2018, l’Unità Operativa di Chirurgia Pediatrica di Salento fu trasferita con grandi aspettative, tra cui la creazione di un “Polo Pediatrico” a Lecce, progetto a oggi ancora incompiuto, a causa del pensionamento di figure chiave come il Dottor Carlo Rossi e altri medici del team.
Questa situazione si ripercuote direttamente sui pazienti pediatrici, limitando l’accesso a cure adeguate e aumentando l’esodo verso le strutture private. L’organizzazione, che da anni offre trasporti gratuiti per minori verso centri di eccellenza in Italia, auspica la realizzazione del Polo Pediatrico del Salento per evitare che le famiglie locali debbano cercare cure altrove.
Infine, “Cuore e Mani Aperte” sollecita un’azione immediata per salvare la Chirurgia Pediatrica del Fazzi, suggerendo la nomina di un nuovo primario e l’integrazione di personale medico qualificato per evitare il completo collasso dell’unità.
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