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Misure di rieducazione per furbetti del cartellino: novità nel caso Gagliano del Capo

Ci sono sviluppi sulla vicenda che ha interessato l'amministrazione sanitaria

Nel caso degli accusati di aver timbrato il cartellino al distretto socio sanitario di Gagliano del Capo per poi assentarsi, nove degli imputati hanno presentato richiesta di messa alla prova durante l’udienza predibattimentale davanti al giudice Fabrizio Malagnino. La novità è emersa durante il procedimento legato alle accuse di truffa aggravata ai danni dello Stato, con contestazioni che si basano su un’inchiesta durata dieci mesi, coordinata dal pm Donatina Buffelli e condotta dai Nas dei carabinieri tra il 2021 e il 2022.

Altri due imputati, Maria Antonietta Preite, coordinatrice infermieristica di Casarano, e Sergio Greco, collaboratore amministrativo di Gagliano, affronteranno un processo con rito ordinario. Nel frattempo, tre imputati, Francesco Bleve, operatore tecnico di Gagliano, Cosimo Buffelli di Salve e Cosimo Villarosa, assistente amministrativo di Gagliano, hanno patteggiato una pena di un anno e otto mesi.

Gli accusati che hanno richiesto la messa alla prova sono Angelo Pirelli di Castrignano del Capo, Salvatore Panico di Tricase, Marco Antonio De Pietro di Salve, Rosalba Tamborrini di Presicce Acquarica, Maurizio Coluccia di Tricase, Maria Rosaria Sergi di Castrignano del Capo, Raffaele Antonio Mariano di Castrignano del Capo, Salvatore Rao di Maglie (medico), e Antonio Vantaggio di Salve.

L’inchiesta, che ha portato a eseguire tre misure interdittive nel novembre del 2022, si è basata su pedinamenti e filmati effettuati dai Nas dei carabinieri attraverso microcamere. La Asl è parte civile nel processo, rappresentata dall’avvocato Alfredo Cacciapaglia, mentre la difesa degli imputati è affidata a diversi avvocati, tra cui Gabriella Mastrolia, Luigi e Alberto Corvaglia, Luigi Covella, Dario Paiano e Stefano Costantini.

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