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Controllo rigoroso per influenza aviaria nella Provincia di Lecce: allevatori cooperativi e uova sicure

La vicenda sta tenendo banco in Salento

In stretto adempimento all’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale, e in collaborazione con il Centro Nazionale di Referenza per l’Influenza Aviaria, proseguono regolarmente i controlli clinici e di laboratorio negli allevamenti avicoli della provincia di Lecce. La collaborazione attiva degli allevatori e l’osservanza scrupolosa dei criteri di biosicurezza hanno finora garantito esiti negativi in tutti gli accertamenti effettuati.

Gli allevatori, consapevoli dell’importanza della prevenzione, hanno dimostrato massima cooperazione con i Servizi Veterinari del dipartimento di Prevenzione. Rispettando i rigidi protocolli di biosicurezza, mirano a impedire qualsiasi possibile ingresso del virus nei loro allevamenti, assicurando un ambiente sicuro per gli animali e la produzione.

Le uova, regolarmente timbrate con i codici aziendali delle imprese produttrici, rappresentano un alimento sicuro e privo di rischi per la diffusione del virus dell’influenza aviaria. È essenziale dissipare ogni preoccupazione sulla sicurezza del consumo di uova provenienti da allevamenti controllati.

È cruciale sottolineare che i virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità causano sintomi gravi e un’imponente mortalità negli animali colpiti, con la produzione di uova azzerata in poche ore. Tali circostanze rendono impossibile la presenza sul mercato di uova provenienti da gruppi infetti, garantendo la qualità e la sicurezza dei prodotti.

Tutti i sistemi di sorveglianza attivi sono progettati per prevenire la diffusione della malattia, contribuendo a tutelare l’economia zootecnica e garantendo che il consumatore possa fare affidamento su alimenti sicuri e di alta qualità.

Inoltre, è importante precisare che l’infezione nell’uomo, fino a questo momento scongiurata, può verificarsi solo in condizioni igienico-sanitarie estremamente carenti, con contatti diretti e prolungati con animali infetti o le loro carcasse. La continua vigilanza e le pratiche di sicurezza adottate dagli allevatori riducono al minimo qualsiasi rischio di contagio umano.

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