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Arrestato per traffico di droghe: nuovi elementi emergono durante perquisizione

Protagonista un uomo già con precedenti di Lecce, nuovi dettagli sulla sua attività illecita durante la perquisizione della sua abitazione

Giuseppe Dell’Anna, 40 anni, è nuovamente al centro dell’attenzione giudiziaria. Lo scorso maggio, era stato trovato in possesso di 1 chilo e 600 grammi di hashish e marijuana, oltre a essere scoperto con cocaina durante il periodo degli arresti domiciliari. Questi episodi hanno portato il giudice per le indagini preliminari Marcello Rizzo a convalidare l’arresto e confermare la permanenza in carcere dell’uomo, fermato venerdì scorso dai carabinieri della Sezione operativa della compagnia di Lecce.

La perquisizione nell’abitazione di Dell’Anna, situata nel rione Santa Rosa di Lecce, ha rivelato ulteriori dettagli sulle sue attività illegali. Durante l’interrogatorio di garanzia, l’uomo ha scelto di non rispondere alle domande. È difeso dall’avvocato Raffaele Benfatto.

L’accusa principale nei confronti di Dell’Anna è la detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La perquisizione ha portato alla scoperta di 36 grammi circa di cocaina, suddivisa in 49 dosi sigillate con nastro isolante nero e occultate negli slip dell’uomo.

La posizione di Dell’Anna era stata già monitorata dai carabinieri grazie a un’attività info-investigativa. Gli investigatori avevano ricevuto informazioni secondo cui, nonostante fosse ai domiciliari, Dell’Anna era coinvolto in un’attività di spaccio piuttosto consistente. L’osservazione discreta dell’appartamento ha rivelato un frequente movimento di autovetture, che si fermavano brevemente davanti all’edificio, con gli occupanti che entravano e uscivano rapidamente.

La perquisizione, eseguita il 19 gennaio, ha svelato non solo la droga suddivisa in dosi di vario peso, ma anche una vecchia agenda contenente nomi e cifre, presumibilmente legate all’attività di cessione.

Il giudice, considerando i gravi indizi di colpevolezza, il pericolo di recidiva e i precedenti recenti, ha ritenuto necessaria la custodia in carcere come unica misura applicabile, respingendo l’opzione degli arresti domiciliari, giudicata inefficace.

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