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Richiesta di revisione della pena nel caso di omicidio e sfruttamento lavorativo di Abdullah Mohammed

L'Ultima fase del processo per la tragica morte del lavoratore immigrato

Nel processo legato al decesso di Abdullah Mohammed, avvenuto il 20 luglio 2015 durante la raccolta di pomodori nella zona di Pittuini, a Nardò, è stata proposta una modifica della pena per Mohamed Elsalih. La nuova sentenza proposta prevede una riduzione della reclusione da 14 anni e mezzo a 13 anni e mezzo. Mohamed Elsalih, 42 anni, originario del Sudan, è accusato di essere il mediatore responsabile del reclutamento e del trasporto degli immigrati nelle campagne agricole.

Il sostituto procuratore generale, ha recentemente avanzato la richiesta di revisione della pena. La modifica riguarda la condanna per omicidio colposo, suggerendo una riduzione da due anni e mezzo a un anno e mezzo, in aggiunta al reato di riduzione in schiavitù, per il quale Elsalih ha una condanna di 12 anni. La prossima udienza è stata fissata per il 25 gennaio, lo stesso giorno la Corte d’Assise delibererà il verdetto finale.

Giuseppe Mariano, detto “Pippi”, 83 anni, recentemente deceduto, era stato condannato alla stessa pena di Elsalih, essendo il proprietario dell’azienda agricola per la quale lavorava Mohammed.

La sentenza di primo grado ha inoltre stabilito un risarcimento immediato di 50.000 euro alla moglie della vittima, con ulteriori compensazioni da definire per le altre parti civili coinvolte nel processo, tra cui Flai-Cgil Brindisi e Cgil Lecce, Mutti spa, Conserve Italia spa, e Cidu.

 

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