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La battaglia legale sul suono delle campane a Marittima

Uno scontro tra tradizioni culturali e la ricerca di tranquillità si trasforma in una causa legale nel cuore storico di Marittima

In primo piano la controversia tra un residente occasionale e il sacerdote locale riguardo al suono delle campane della chiesa di Marittima. Il turista, proveniente da Lecce, dopo aver acquistato un immobile vicino alla chiesa di Marittima, situata nel nucleo antico del paese, si è trovato in disaccordo con consueto suono delle campane. Queste ultime, tradizionalmente, scandiscono gli eventi religiosi e sociali del paese, dai servizi liturgici ai momenti di celebrazione e lutto. Il suono, però, è diventato motivo di scontento per il nuovo residente, che ha sollevato questioni relative al volume.

La comunità di Marittima si è unita in difesa delle proprie usanze e del proprio patrimonio culturale. I cittadini, esprimendo sostegno al loro parroco, don Giovanni Negro, vedono il suono delle campane non come una molestia, ma come un elemento confortante e integrante della loro identità comunitaria. La loro posizione è chiara nei numerosi post di supporto diffusi sui social network. Tuttavia, la situazione ha preso una piega legale, con il parroco costretto a presentarsi in tribunale, con l’udienza prevista per i primi giorni di giugno. Questo confronto tra il villeggiante, disturbato dal suono, e don Giovanni Negro, risale a circa due anni fa, iniziando con un formale avvertimento e degenerando in un contenzioso legale.

I residenti, molti dei quali vivono vicino alla chiesa e al campanile, sostengono che il suono delle campane non è eccessivo e rientra nei limiti di decibel consentiti. Questo episodio pone dunque una sfida importante per la comunità: difendere le proprie tradizioni di fronte alle richieste di un singolo individuo in cerca di quiete.

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