Due dipendenti della polizia locale di Lecce, Luisa Fracasso e Loredana Valletta, hanno scelto di non rispondere all’interrogatorio nell’ambito dell’inchiesta sulle multe annullate in cambio di favori e sostegno politico locale. Il coinvolgimento di queste due figure, insieme ad altre 46 persone, inclusi esponenti politici come il consigliere comunale Antonio Finamore e l’ex assessore Luca Pasqualini, ha portato alla contestazione di reati quali associazione per delinquere, corruzione e accesso abusivo alle banche dati.
Nonostante la richiesta della Procura per gli arresti domiciliari, la giudice Silvia Saracino ha optato per la sospensione per un anno dai pubblici uffici, notificata recentemente dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria.
Per gli altri tre indagati, invece, è stato svolto l’interrogatorio come previsto dal Codice, prima di valutare eventuali misure cautelari. Carlo Corvino, impiegato civile, è stato uno dei primi a presentarsi davanti alla giudice, assistito dall’avvocato Antonio Bolognese, nel tentativo di chiarire la propria posizione.
Anche Francesca Vallone ha risposto all’interrogatorio, negando fermamente l’accusa di corruzione e offrendo chiarimenti sull’assegnazione dei pass per le zone a traffico limitato. Vallone ha spiegato che la concessione avveniva gratuitamente in risposta a richieste formali degli interessati.
Importante sottolineare che Vallone ha dichiarato di non essere più in servizio nell’ufficio traffico dal 2019, nel tentativo di contestare eventuali esigenze cautelari legate al suo ruolo attuale.
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