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Mafia nel Salento: scoperto un grave giro di estorsione

L'operazione dei carabinieri svela un'ampia rete di crimini e intimidazioni a Carmiano

Le recenti indagini dei Carabinieri della sezione operativa di Campi Salentina hanno portato alla luce un vasto e pericoloso scenario di criminalità organizzata nel Salento, con focus particolare nel comune di Carmiano, già noto per le sue precedenti infiltrazioni mafiose. Fernando Nocera, ritenuto il presunto capo dell’organizzazione, dirigeva le operazioni nonostante fosse ai domiciliari.

Questo presunto gruppo mafioso, sarebbe attivo in diversi comuni della regione e lo ha visto protagonista di un’ordinanza che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per 38 persone. Questi individui sono accusati di una serie di reati gravissimi, tra cui associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi, estorsione, danneggiamenti e azioni aggravate dal metodo mafioso.

Tra i bersagli del gruppo c’erano anche operatori del settore turistico-balneare. In una delle intercettazioni emerge la minaccia di estorsione a un imprenditore: 50.000 euro o la possibilità di subire ulteriori ritorsioni. Queste conversazioni sono state fondamentali per ricostruire l’azione intimidatoria del clan.

L’indagine, avviata nel dicembre 2020, si è protratta fino a giugno 2023, rivelando un quadro inquietante. Il gruppo ha realizzato 26 episodi incendiari e dinamitardi, colpendo esercizi commerciali, autovetture, cantieri e altre proprietà. Si parla di “azionisti” dell’organizzazione, pronti a eseguire ordini militari per conto del capo.

Un episodio particolarmente grave riguarda un appuntato dei carabinieri, trasferito dopo essere stato minacciato dal clan. La sua colpa? Avere effettuato controlli che ostacolavano l’attività di spaccio del gruppo. La pianificazione di un raid contro di lui, fortunatamente, venne sventata grazie al lavoro investigativo dei carabinieri.

In un contesto di paura e omertà, il clan non ha esitato a ricorrere a metodi estremamente spregiudicati, come dimostra la trasformazione di oggetti di uso quotidiano in potenziali armi. Un esempio è una penna biro modificata per funzionare come arma da fuoco.

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