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Operazione di Polizia a Lecce: arresti per sfruttamento della prostituzione

22 arresti tra Lecce e Bulgaria in una vasta operazione contro la tratta di persone

polizia

Nel cuore della notte, Lecce è stata teatro di un’importante operazione di polizia mirata alla lotta contro la tratta di persone e lo sfruttamento della prostituzione. Coordinata dal Servizio Centrale Operativo e FAST Italia, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine e del Reparto Volo di Bari, l’azione ha portato all’arresto di 22 persone, sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice Antonio Gatto e successivamente gestita dal collega Alcide Maritati. Gli arrestati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, riduzione in schiavitù, tratta di persone, oltre a numerosi altri reati, con l’aggravante della transnazionalità dei crimini.

Le indagini hanno svelato un sistema di reclutamento di giovani donne bulgare, ingannate con la promessa di un lavoro in Italia, ma destinate a un destino ben più oscuro. Un bulgaro, ancora non identificato, è stato riconosciuto come il principale reclutatore, vendendo queste donne per cifre che variavano da alcune migliaia a poche centinaia di euro. Tra gli arrestati, predominano i cittadini bulgari, ad eccezione di un italiano, con un totale di 30 individui indagati.

Questo gruppo criminale, mascherato da azienda di commercio veicoli, “Antov Anto Yanchev”, si è rivelato un’organizzazione dedita a far giungere in Italia donne bulgare, costrette poi alla prostituzione. La resistenza delle vittime veniva soffocata con brutali violenze, talvolta perpetrata con oggetti come mazze da baseball. I proventi dell’attività venivano trasferiti e riciclati in Bulgaria.

La casa di via Serafino Elmo a Lecce è stata identificata come quartier generale dell’operazione, con telecamere installate dalle forze dell’ordine che hanno documentato scene di violenza estrema e traffico di sostanze stupefacenti.

Gli inquirenti, attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno potuto mappare la rete di sfruttamento, individuando i ruoli specifici dei membri dell’organizzazione, dalla logistica al controllo delle vittime. I principali luoghi di esercizio della prostituzione si sono rivelati essere lungo le statali della zona, con clienti procacciati anche tramite annunci online.

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