Truffe e titoli falsi per assunzioni scolastiche: 41 sotto processo nel Salento

Accuse di falso ideologico e truffa per incarichi a tempo determinato nel settore scolastico del sud Salento

scuola

Un’indagine approfondita ha portato alla luce un sistema di truffe e falsi titoli scolastici che ha coinvolto 41 persone nel sud Salento. Gli accusati, tra cui insegnanti, collaboratori scolastici e responsabili di cooperative sociali, sono finiti sotto processo in seguito a un decreto di citazione diretta a giudizio firmato dalla pm Maria Consolata Moschettini. Le accuse comprendono falso ideologico commesso da privati e truffa, come specificato nei 28 capi d’imputazione.

Tra il 2018 e il 2021, alcuni candidati alle graduatorie per incarichi di supplenza a tempo determinato nel ruolo di collaboratore scolastico avrebbero presentato certificazioni false per ottenere posizioni vantaggiose. I certificati posticci attestavano esperienze lavorative in scuole dell’infanzia gestite da cooperative sociali compiacenti. Queste certificazioni, insieme al modello UNILAV inoltrato con ritardo ai Centri per l’Impiego, permettevano ai candidati di scalare le graduatorie e ottenere assunzioni in scuole del nord Italia, come a Milano.

La truffa coinvolgeva diversi livelli di responsabilità, tra cui consulenti del lavoro, dipendenti e presidenti di cooperative sociali. Grazie a queste complicità, i candidati riuscivano a ottenere incarichi di supplenza, causando un danno economico significativo al Ministero dell’Istruzione e ai dirigenti scolastici. In un caso, una cooperativa avrebbe intascato oltre 26mila euro ai danni di un dirigente scolastico.

La prima udienza predibattimentale è fissata per il 4 dicembre davanti alla giudice monocratica della prima sezione penale, Annalisa De Benedictis. Durante questa fase, verranno esaminate le prove e le testimonianze raccolte per determinare il proseguimento del processo.

Il modus operandi emerso dall’indagine rivela un sistema ben orchestrato, in cui alcuni candidati avrebbero ripetuto lo stesso schema per ottenere posizioni in altre scuole. Un esempio emblematico riguarda un altro candidato che, utilizzando le stesse modalità fraudolente, avrebbe ottenuto un incarico in una scuola dell’hinterland milanese, percependo circa 25mila euro in un paio d’anni pre Covid.

 

Redazione

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