È di due anni e otto mesi di reclusione, oltre a una multa di 800 euro, la condanna inflitta dal giudice del tribunale di Lecce, Stefano Sala, a Simone Giuseppe Alfarano, il 29enne di Casarano responsabile di aver allestito una stamperia clandestina per la produzione e il traffico di banconote contraffatte. Il giovane imputato, che ha scelto il rito abbreviato, ha beneficiato di una riduzione della pena di un terzo, grazie alla sua collaborazione con le forze dell’ordine sin dall’inizio dell’inchiesta.
L’avvocato difensore, Mario Coppola, ha annunciato che, una volta ricevute le motivazioni della sentenza, valuterà insieme al suo assistito l’opportunità di presentare ricorso in appello.
Nel luglio del 2024, Alfarano era stato arrestato dai carabinieri della sezione criptovalute del comando antifalsificazione monetaria, dopo una lunga indagine che aveva portato alla scoperta della sua attività illecita. La sua abitazione, infatti, era stata trasformata in una vera e propria stamperia clandestina per produrre banconote false, destinate al mercato nero. Il giovane era stato inizialmente arrestato e portato in carcere su disposizione della gip Anna Paola Capano, ma successivamente, nel luglio 2024, aveva ottenuto gli arresti domiciliari.
L’inchiesta, che ha visto il coinvolgimento anche dei carabinieri del comando provinciale di Lecce, si era concentrata sul traffico di denaro contraffatto e sulle modalità di produzione delle banconote falsificate. Le forze dell’ordine, grazie a indagini mirate e a un lavoro di squadra, sono riuscite a sgominare l’intera rete che alimentava questo traffico illecito.
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