Gioele Verdesca e Michele Tarantino, rispettivamente 18 e 20 anni, sono stati protagonisti di un salvataggio nelle acque di Porto Cesareo, che ha evitato l’ennesima tragedia estiva.
I fatti risalgono alla mattina di lunedì 4 agosto, sul litorale salentino, precisamente al lido Le Dune. Tre ragazzi, turisti del nord Italia, avevano deciso di allontanarsi dalla riva a bordo di una tavola SUP. Dopo aver raggiunto la linea delle boe, due di loro sono scesi in acqua per tornare a nuoto verso la spiaggia, mentre una ragazza è rimasta sulla tavola. Proprio durante il ritorno, uno dei due giovani ha iniziato a sentirsi male, probabilmente per uno sforzo eccessivo, fino a perdere conoscenza. I suoi amici, colti alla sprovvista, non sono riusciti a gestire la situazione.
Dalla spiaggia, Gioele, studente 18enne originario di Copertino e in servizio come bagnino, ha notato subito che qualcosa non andava. Nonostante le condizioni meteo-marine fossero ottimali e non lasciassero presagire emergenze, ha seguito il suo istinto. In pochi secondi ha preso il pattino e si è diretto verso il punto in cui si trovava il ragazzo in difficoltà . Il tempestivo riconoscimento della situazione ha anticipato anche l’uscita della moto d’acqua, azionata solo poco dopo da altri operatori.
Quando i soccorsi motorizzati sono arrivati sul posto, Gioele aveva già raggiunto il giovane, recuperandolo e mantenendolo a galla fino al trasporto sulla battigia. Una volta al sicuro, il ragazzo è stato portato nell’infermeria del lido. Confuso, con forti capogiri e sintomi evidenti da principio di annegamento, è stato preso in carico da Michele Tarantino, 20enne studente di scienze infermieristiche, anch’egli in servizio come assistente bagnante.
Con grande professionalità , Michele ha immediatamente rilevato i parametri vitali e ha prestato il primo soccorso, permettendo al giovane di riprendere conoscenza nel giro di pochi minuti. Tuttavia, viste le condizioni iniziali del ragazzo, è stato allertato il 118 per il trasporto in ospedale, dove sono stati effettuati ulteriori accertamenti. Michele ha poi fornito tutte le informazioni necessarie sia al personale sanitario che alla Guardia Costiera.
L’efficacia dell’intervento è stata sorprendente anche per un altro motivo: Gioele e Michele, prima di quel momento, si conoscevano appena, ma hanno agito come un team affiatato, ognuno consapevole del proprio ruolo e delle necessità del momento. Dopo il salvataggio, entrambi hanno ripreso le loro attività come se nulla fosse accaduto, dimostrando non solo competenza, ma anche una grande umiltà .
Il ragazzo soccorso ora sta bene e, sebbene sotto shock, deve la propria incolumità alla prontezza e alla lucidità di chi ha saputo intervenire con rigore e senza esitazioni. L’episodio ha generato attenzione mediatica, ma i due protagonisti si sono mostrati quasi sorpresi dalla risonanza ricevuta, come se quel gesto fosse stato per loro del tutto naturale.
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