Una violenta rissa tra giovanissimi, culminata con una sparatoria, ha sconvolto la quiete di Ruffano nella serata di domenica 14 settembre. I fatti si sono verificati intorno alle 22 nei pressi di un distributore di carburante in largo D’Annunzio, dove si erano radunati numerosi giovani, provenienti in gran parte da Ruffano e Taurisano.
Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce, alla base dello scontro vi sarebbero vecchie tensioni e provocazioni avvenute nei giorni precedenti, sia durante la festa di San Rocco, sia attraverso i social network. Le tensioni sarebbero poi esplose in modo violento in quella che si è configurata come una vera e propria maxi rissa che ha coinvolto circa 70 ragazzi, molti dei quali minorenni.
Durante lo scontro, oltre ai pestaggi, sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco. In particolare, sarebbe stata utilizzata una pistola calibro 9, con cui è stato ferito un 17enne raggiunto da un proiettile al fianco. La vittima, ritenuta casuale e non direttamente coinvolta nei disordini, è stata ricoverata presso l’ospedale di Tricase, ma fortunatamente le sue condizioni non sono risultate gravi, tanto che è già stato dimesso.
Durante la colluttazione, ignoti avrebbero anche sparato con un fucile contro un’auto parcheggiata nei pressi del distributore. Questo gesto, secondo gli investigatori, potrebbe essere stato un atto intimidatorio, segno della gravità dello scontro tra i due gruppi rivali.
Le indagini, ancora in corso, si stanno concentrando su due giovani sospettati. I carabinieri stanno vagliando testimonianze e immagini di videosorveglianza, ma le indagini sono rese più difficili dal silenzio di molti presenti, che hanno scelto di non collaborare con gli inquirenti. Un elemento che sottolinea il clima di omertà e tensione che regna tra i giovani coinvolti.
Le forze dell’ordine non escludono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, anche alla luce dei contenuti rinvenuti sui social, dove sembrerebbe che lo scontro fosse stato preannunciato o alimentato da messaggi provocatori. Una dinamica che evidenzia ancora una volta come le risse giovanili possano degenerare rapidamente, soprattutto in presenza di armi da fuoco.
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