Sono state le prime luci del mattino a rivelare la presenza di una piccola imbarcazione al largo della costa salentina. A bordo c’erano undici migranti di origine iraniana, sbarcati poco dopo nel Capo di Leuca, in condizioni rese particolarmente critiche dal freddo intenso e dalle temperature insolitamente rigide per il periodo.
Le operazioni di soccorso e identificazione sono scattate immediatamente, coordinate da carabinieri, guardia di finanza, polizia e personale sanitario. Le forze dell’ordine hanno localizzato, intorno alle 6:30, un primo gruppo composto da tre uomini e una donna. Poco distante sono stati individuati anche una seconda donna e tre bambini, tutti della stessa nazionalità.
Il gruppo, visibilmente provato dal viaggio, è stato soccorso e rifocillato sul posto con coperte e vestiti asciutti per contrastare i rischi di ipotermia. Per alcuni migranti si è reso necessario il trasporto al presidio ospedaliero di Tricase, dove sono stati effettuati accertamenti clinici: nessuno, secondo fonti mediche, si troverebbe in condizioni gravi.
Una volta ultimate le prime procedure di identificazione, i migranti sono stati trasferiti al Centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto, dove proseguiranno le verifiche da parte delle autorità competenti.
Nel frattempo, due uomini a bordo dell’imbarcazione erano riusciti inizialmente a far perdere le proprie tracce, ma sono stati individuati e fermati poco dopo dai militari dell’Arma e dalla Guardia di Finanza del Reparto aeronavale. Si sospetta che possano essere gli scafisti responsabili della traversata, motivo per cui saranno ascoltati dal pool antimmigrazione clandestina della Procura della Repubblica di Lecce.
Secondo le ricostruzioni, la partenza sarebbe avvenuta dalle coste turche, su un’imbarcazione sequestrata successivamente su disposizione dell’autorità giudiziaria.
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