Caso di razzismo a scuola, il CNDDU ricorda il ruolo dei docenti

Dal Coordinamento solidarietà al ragazzo di origini senegalesi: l’educazione ai diritti umani non è un compito accessorio, ma un imperativo morale e civile

scuola

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda solidarietà al giovane studente di origini senegalesi vittima di ripetuti atti di discriminazione e aggressione verbale in un istituto del Salento. Ricordando he la scuola italiana, in base alla Costituzione, è chiamata a promuovere lo sviluppo integrale della persona, a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza, e a educare alla convivenza civile. Ogni episodio di razzismo rappresenta una violazione non solo della legge, ma dello spirito più autentico della nostra Repubblica democratica.

Il CNDDU rinnova l’appello alle istituzioni scolastiche affinché si rafforzino i percorsi di educazione ai diritti umani, alla cittadinanza attiva e alla pace, in coerenza con le Linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’insegnamento trasversale dell’educazione civica (L. 92/2019). “È indispensabile – afferma il presidente Romano Pesavento – investire nella formazione dei docenti e nella costruzione di ambienti scolastici sicuri, accoglienti e culturalmente competenti. Ogni scuola deve farsi comunità educante, capace di reagire tempestivamente a qualsiasi forma di discriminazione, attivando protocolli di prevenzione e supporto psicologico, in stretta collaborazione con famiglie, servizi sociali e autorità competenti. Solo così sarà possibile tradurre in azione concreta l’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”.

Il Coordinamento ribadisce che l’educazione ai diritti umani non è un compito accessorio, ma un imperativo morale e civile.

Redazione

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