Nuovo colpo di scena nelle indagini sulla cosiddetta “banda della marmotta”,la banda che nelle ultime settimane ha seminato il panico tra gli istituti bancari pugliesi. Due giovani, entrambi ventenni e originari della provincia di Foggia, sono stati fermato a Galatone, nel Salento, dai carabinieri mentre si trovavano a bordo di una piccola utilitaria.
L’operazione, condotta con precisione chirurgica, è frutto di un’articolata attività investigativa coordinata dal Nucleo investigativo di Lecce, guidato dal tenente colonnello Cristiano Marella. Alla task force hanno preso parte anche i militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Gallipoli, i colleghi della stazione di Galatone e il comando provinciale dell’Arma di Foggia.
Durante il controllo, gli uomini in divisa hanno rinvenuto materiale esplosivo all’interno del veicolo, compatibile con quello usato nei recenti assalti a sportelli automatici. Secondo le ricostruzioni, i due fermati stavano pianificando un nuovo attacco a un bancomat del territorio.
La tecnica della banda, ribattezzata “della marmotta”, prevede l’uso di cariche esplosive per forzare l’apertura dei dispositivi di prelievo automatico, causando danni ingenti e mettendo a rischio la sicurezza pubblica. Gli episodi si sono susseguiti a ritmo serrato nelle province pugliesi, attirando l’attenzione delle forze dell’ordine per la pericolosità e la sistematicità delle azioni.
Gli investigatori non escludono che i due fermati possano essere parte di un gruppo più ampio, che avrebbe potuto contare su una vera e propria rete operativa in grado di agire rapidamente e in modo coordinato. Le indagini proseguono per accertare l’eventuale coinvolgimento di altri complici e ricostruire la mappa completa dei colpi messi a segno dalla banda.
La rapidità dell’intervento e il materiale sequestrato hanno rappresentato un punto di svolta decisivo nelle indagini, ponendo un freno alle attività di un’organizzazione che aveva colpito con efficacia e impatto mediatico. Al momento, i due giovani sono sotto interrogatorio e dovranno rispondere delle accuse legate alla detenzione di esplosivi e al sospetto coinvolgimento nei raid contro sportelli bancari.
Vertice in prefettura per contrastare microreati e attacchi ai bancomat
Altro bancomat fatto saltare con la tecnica della “marmotta”
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