L’ombra dell’astensionismo aleggia sulle imminenti elezioni regionali in Puglia, con proiezioni che stimano la partecipazione al voto ferma attorno al 45%. Un dato che, se confermato, rappresenterebbe il minimo storico per la regione, aggravando un trend già preoccupante registrato negli ultimi venticinque anni. Una dinamica che preoccupa tanto Antonio Decaro quanto Luigi Lobuono, i due principali contendenti alla guida della Regione.
Decaro, candidato del centrosinistra ed ex sindaco di Bari, si presenta in vantaggio secondo gli ultimi sondaggi, ma non nasconde la sua preoccupazione per il disinteresse crescente dei cittadini. In un video diffuso sui social, ha lanciato un appello diretto: “Vota chi vuoi, ma il futuro della Puglia sceglilo tu”. Parole che rivelano la consapevolezza che un alto tasso di astensione può indebolire l’autorevolezza politica anche in caso di vittoria.
La questione non è solo formale. Pur non influendo sugli effetti legali del voto – chi vince governa comunque – la soglia simbolica del 50% rappresenta un termometro della legittimazione popolare. Decaro, in caso di elezione, potrà incidere con maggiore forza sul piano politico e istituzionale solo se sostenuto da un mandato ampio e partecipato.
D’altra parte, il centrodestra, rappresentato da Luigi Lobuono, rischia di pagare più duramente lo scotto dell’astensionismo. La lunga incertezza sulla candidatura e la sensazione di un confronto dato per perso hanno minato la credibilità dell’offerta politica. Per settimane, la coalizione ha faticato a trovare un nome condiviso da proporre, giungendo a ufficializzare la candidatura solo a ottobre, quando Decaro era già in piena campagna elettorale e forte di una visibilità consolidata.
L’astensionismo, ormai consolidato, riflette una crisi profonda della rappresentanza democratica, aggravata dalla percezione di un distacco crescente tra elettori e istituzioni. Molti cittadini, secondo gli analisti, ritengono che l’alternanza politica non sia in grado di generare reali miglioramenti nelle condizioni di vita. A ciò si aggiunge la sensazione che le scelte politiche siano sempre più condizionate da logiche esterne, legate al potere economico e finanziario, piuttosto che dai bisogni reali del territorio.
Nel contesto pugliese, due episodi specifici sembrano aver acuito la disillusione elettorale. Da un lato, lo scontro interno al centrosinistra tra Decaro e il governatore uscente Emiliano, che inizialmente aveva espresso l’intenzione di candidarsi come consigliere, ha creato tensioni tra gli elettori storici della coalizione. Dall’altro, il ritardo del centrodestra nel presentare un candidato ha rafforzato la percezione di una competizione squilibrata, scoraggiando una parte dell’elettorato dall’andare alle urne.
Lobuono, consapevole del rischio di una bassa mobilitazione del suo fronte, negli ultimi giorni ha intensificato gli appelli alla partecipazione, cercando di riaccendere l’entusiasmo e di trasmettere la sensazione di una sfida ancora aperta. Ma con la data del voto sempre più vicina, resta da capire quale effetto potrà avere questo sforzo finale sul reale coinvolgimento dei cittadini pugliesi.
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