Daniel Carbone sarà trasferito in Italia: via libera della Corte d’Appello di Lecce

Il 35enne salentino potrà ricevere cure adeguate in un carcere italiano dopo due anni e mezzo di detenzione a Malta

La Corte d’Appello di Lecce ha autorizzato il trasferimento in Italia di Daniel Carbone, detenuto a Malta dal marzo 2023, dove stava scontando una pena di 15 anni e 6 mesi per traffico internazionale di droga. La decisione è arrivata in seguito alle istanze presentate dall’avvocato difensore Davide Botrugno, che ha posto l’accento sulle precarie condizioni di salute del suo assistito, ritenute incompatibili con il regime carcerario maltese.

Secondo quanto stabilito dalla magistratura italiana, il riconoscimento della sentenza straniera ha trovato fondamento nelle condizioni cliniche di Carbone, giudicate gravi e meritevoli di un trattamento sanitario più adeguato rispetto a quello ricevuto finora. La presidente della Corte ha sottolineato la necessità di garantire assistenza medica idonea, considerato che in carcere a Malta il detenuto aveva avuto accesso soltanto a terapie palliative e analgesiche, senza un’adeguata diagnosi né cure risolutive.

L’uomo, originario di Ugento, è affetto da un’infezione grave scaturita da una fistola, che gli ha progressivamente compromesso la capacità di deambulare. Negli ultimi mesi, il quadro clinico è peggiorato: dolori toracici persistenti, febbricola continua e una setticemia non trattata hanno spinto i familiari – padre, madre e fratello – a mobilitarsi, portando avanti una battaglia legale per ottenere il rientro in patria.

L’arresto di Carbone era avvenuto poco meno di tre anni fa all’aeroporto di Malta, dove le autorità lo avevano fermato con sei chilogrammi di cocaina nascosti nel bagaglio, provenienti dal Portogallo. In seguito, Carbone aveva optato per un patteggiamento, accettando la condanna imposta dalle autorità maltesi. Tuttavia, i problemi di salute si sono manifestati poco dopo l’ingresso in carcere, aggravandosi nel tempo a causa della mancanza di un’assistenza sanitaria strutturata.

Nel tentativo di sbloccare la situazione, l’avvocato Botrugno aveva sollecitato ripetutamente le autorità maltesi, chiedendo esami medici approfonditi, l’intervento di un’equipe esterna e il rispetto degli standard stabiliti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. L’impasse burocratica si è sbloccata solo di recente, quando la documentazione clinica e giuridica è stata trasmessa alle autorità italiane, che hanno valutato anche il comportamento del detenuto.

A favore del trasferimento hanno pesato due elementi chiave: la partecipazione costante di Carbone alle attività lavorative interne al carcere e l’assenza di collegamenti con organizzazioni criminali, elemento che ha rafforzato la percezione di un soggetto collaborativo, non pericoloso, e meritevole di un percorso di recupero anche sotto il profilo sanitario.

Redazione

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