A Lecce cresce l’attenzione per una nuova ondata di sms truffa legati al pagamento della Tari. I messaggi, costruiti per sembrare inviati da enti pubblici, segnalano presunte irregolarità e invitano a cliccare su link o contattare numeri per “mettersi in regola”. In realtà, si tratta di tentativi di frode.
L’assessora ai Tributi, Maria Luisa Greco, ha chiarito che queste comunicazioni non provengono dal Comune e ha invitato i cittadini a non fidarsi. In caso di dubbi, è sempre consigliato contattare direttamente gli uffici comunali attraverso canali ufficiali.
Il meccanismo rientra nelle più comuni truffe digitali. Tra queste:
- phishing, tramite email che imitano enti o aziende;
- smishing, via sms, come nel caso della Tari;
- vishing, attraverso telefonate con falsi operatori.
L’obiettivo è sempre lo stesso: ottenere dati personali o denaro, sfruttando messaggi credibili e spesso urgenti per spingere le vittime ad agire senza verificare.
I numeri confermano la diffusione del fenomeno. Nel 2025 in Italia sono stati registrati oltre 51.500 reati informatici, con più di 7.500 denunce. Le frodi online rappresentano la quota maggiore: oltre 27mila casi e 269 milioni di euro sottratti. Le vittime superano le 64mila in un solo anno.
La prevenzione resta fondamentale: evitare link sospetti, non condividere dati personali e verificare sempre le comunicazioni ricevute.
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