Quattro anni di reclusione per detenzione di droga a Lecce

Una 63enne leccese finisce in carcere con una pena aggiuntiva a seguito di un'operazione antidroga che ha coinvolto anche suo figlio

Il Tribunale di Lecce ha emesso ieri una condanna di quattro anni di reclusione per Laura Sorrentino, 63enne leccese, accusata di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La pena è stata inflitta al termine di un processo svolto con il rito abbreviato, che ha visto la donna finire sotto processo per il coinvolgimento in un traffico di droga. Questa condanna va ad aggiungersi a un anno già scontato in precedenza, portando il suo “conto” con la giustizia a un totale ben più gravoso.

L’operazione antidroga e il sequestro delle sostanze

I fatti risalgono allo scorso settembre, quando Laura Sorrentino e suo figlio Nicolò Tornese, 22 anni, sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Lecce. L’operazione antidroga, che ha visto il supporto del nucleo cinofili di Modugno, ha portato alla perquisizione della loro abitazione nel centro storico di Lecce. Durante l’intervento, i militari hanno sequestrato un ingente quantitativo di droga, tra cui 20 grammi di cocaina, quasi 100 grammi di hashish, circa 90 grammi di marijuana, 3 grammi di cristalli di marijuana e un piccolo quantitativo di crack. Inoltre, sono stati rinvenuti anche 3.100 euro in contante, un bilancino di precisione, una macchinetta conta-soldi e altro materiale per il confezionamento delle dosi.

Nonostante la gravità dell’accusa, entrambi erano finiti in carcere. I loro nomi, infatti, non erano nuovi ai registri giudiziari per precedenti reati legati alla droga.

Le differenze nelle versioni e la separazione dei percorsi giudiziari

Il caso ha preso una piega interessante durante le indagini, quando le versioni dei due coinvolti si sono rivelate differenti. In sede di interrogatorio di convalida, Nicolò Tornese ha dichiarato di non vivere nell’appartamento dove è stata trovata la droga. Laura Sorrentino, invece, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Questa scelta ha avuto ripercussioni nel corso delle udienze: infatti, il Tribunale del Riesame di Lecce, su istanza dell’avvocato Giovanni Valentini, ha disposto la scarcerazione del figlio, accogliendo la sua versione dei fatti.

La condanna per Laura Sorrentino

Nonostante la scarcerazione del figlio, il percorso processuale di Laura Sorrentino ha avuto un esito diverso. Il giudice del Tribunale di Lecce, Angelo Zizzari, ha emesso ieri la condanna di primo grado per la donna, infliggendo una pena di quattro anni di reclusione per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Un altro capitolo della sua vita che si chiude con una sentenza di condanna, continuando il suo lungo percorso giudiziario.

Redazione

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