Un canale profondo oltre un metro, nascosto dalla vegetazione e privo di qualsiasi segnalazione di pericolo, sarebbe stato all’origine di una disavventura avvenuta nella notte a San Cataldo. A raccontare l’episodio allo sportello “Dillo a TeleRama” è una giovane residente a Otranto, che ha segnalato la situazione presente all’interno del parco situato nel centro della marina leccese, a pochi passi dalla piazzetta e dai locali della zona.
Secondo quanto riferito dalla ragazza, l’incidente si sarebbe verificato intorno all’1.30. Dopo essersi allontanata alla ricerca di un luogo più appartato, sarebbe entrata nell’area verde attraverso alcuni scalini, finendo improvvisamente in acqua e nel fango a causa della presenza di un canale completamente mimetizzato con l’ambiente circostante.
La struttura, secondo la segnalazione, sarebbe difficilmente individuabile perché ricoperta da vegetazione, lenticchia d’acqua e altri elementi naturali che la farebbero apparire come una normale prosecuzione del terreno. L’area, inoltre, non risulterebbe dotata di recinzioni, illuminazione adeguata o cartelli di avvertimento.
La giovane ha raccontato di aver avuto inizialmente la sensazione di essere finita in una zona simile alle sabbie mobili. Nel tentativo di aiutarla, anche un amico sarebbe caduto nello stesso punto, immergendo una gamba fino al bacino.
Il giorno successivo i due sarebbero tornati sul posto per verificare l’accaduto, riuscendo a individuare il canale e a constatare, attraverso una verifica con un bastone, una profondità superiore al metro.
Le immagini trasmesse allo sportello di TeleRama mostrano uno specchio d’acqua quasi completamente coperto da una superficie verde, circondato da erba alta e alberi. Solo nelle zone interessate dalla caduta sarebbe visibile l’acqua scura, caratterizzata dalla presenza di fango, alghe e materiale vegetale in decomposizione.
La ragazza ha inoltre riferito di aver subito una puntura di insetto durante la caduta. Dopo un primo controllo in ospedale, le sarebbero state prescritte alcune terapie; il giorno seguente avrebbe manifestato una forte reazione allergica con difficoltà respiratorie, rendendo necessario un ulteriore intervento medico. Attualmente starebbe seguendo una cura a base di cortisone, antistaminici e antibiotici.
“Non voglio accusare nessuno, ma evitare che accada qualcosa di più grave”, ha spiegato la giovane, evidenziando la necessità di un intervento per rendere l’area più sicura.
La richiesta avanzata è quella di predisporre adeguate misure di tutela, come barriere di protezione, segnaletica e una migliore illuminazione, soprattutto considerando la vicinanza del parco ai luoghi di ritrovo e la presenza frequente di famiglie e bambini.
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