Si chiude con un patteggiamento a cinque anni di reclusione la vicenda giudiziaria di Francesco Arcangelo Puzzovio, 24enne leccese accusato di tentato omicidio per il ferimento di un 25enne avvenuto a Copertino nelle prime ore del 20 novembre 2025.
L’episodio si era verificato all’uscita del locale Mangianastri, nel centro storico di Copertino. Secondo quanto ricostruito negli atti dell’indagine, la discussione sarebbe nata per futili motivi legati al campanilismo tra leccesi e copertinesi. Durante il confronto, il 25enne era stato colpito al volto da un proiettile, riportando una ferita alla mascella e rendendo necessario il ricovero in Rianimazione al Vito Fazzi di Lecce.
Puzzovio, all’epoca dei fatti guardia giurata, era stato sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il gip aveva ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza per l’ipotesi di tentato omicidio, escludendo però la necessità della custodia in carcere.
Durante l’interrogatorio, il 24enne aveva raccontato di aver reagito dopo essere stato colpito con un pugno. Poco prima, secondo la sua versione, il giovane avrebbe anche lanciato una bottiglietta d’acqua, colpendo una ragazza che si trovava con lui.
Puzzovio aveva sostenuto di essersi abbassato e di aver indietreggiato prima di esplodere due colpi con la pistola Walther 4141, con l’intenzione di spaventare gli aggressori e senza voler colpire nessuno. Una ricostruzione che, però, non avrebbe trovato conferma nei filmati acquisiti durante le indagini.
Dalle immagini, secondo quanto riportato nell’ordinanza, sarebbe emerso che Puzzovio aveva sparato in direzione della vittima e non verso l’alto, colpendola al volto.
Il gip aveva inoltre escluso la legittima difesa, rilevando che la vittima era disarmata e che Puzzovio avrebbe potuto interrompere il confronto allontanandosi con la propria automobile, parcheggiata a pochi metri di distanza.
Anche la scelta di esplodere due colpi era stata ritenuta incompatibile con il dichiarato intento di intimidire gli aggressori: secondo il giudice, per raggiungere tale scopo sarebbe stato sufficiente sparare un solo colpo in aria.
Con l’approvazione del patteggiamento da parte del Tribunale di Lecce, la pena concordata per il 24enne è ora di cinque anni di reclusione.
Seguici su
Aggiungi leccetomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.