Truffe a Lecce, falsi vigili con anziani e fragili nel mirino

Nuovo allarme in città: malviventi si spacciano per agenti della polizia locale per allontanare i familiari dalle abitazioni

concorso polizia locale

Una nuova strategia criminale mette sotto pressione i cittadini più vulnerabili di Lecce. Dopo le recenti segnalazioni relative ai falsi messaggi Sms collegati al servizio Send, il capoluogo salentino deve fare i conti con un’altra forma di raggiro che questa volta sfrutta il telefono fisso e prende di mira soprattutto anziani e persone con disabilità.

Numerosi cittadini hanno infatti segnalato alla polizia locale di aver ricevuto chiamate sospette, spesso indirizzate direttamente alle abitazioni di persone fragili o ai loro familiari. Il meccanismo utilizzato dai truffatori appare studiato nei dettagli e punta a creare una situazione di urgenza per convincere le vittime ad agire senza verificare la reale identità dell’interlocutore.

Il falso intervento della polizia locale per entrare nelle case

Il copione seguito dai malintenzionati è sempre simile: al telefono si presentano come appartenenti alla polizia locale, utilizzando nomi e qualifiche inventati per apparire credibili. Tra le false identità utilizzate dai truffatori figurerebbero anche inesistenti ufficiali con nomi come tenente Giuseppe Scotti o capitano Molinari.

Durante la conversazione, i finti agenti comunicano ai familiari della potenziale vittima la necessità di recarsi rapidamente presso il comando di viale Rossini. La motivazione fornita riguarda presunti atti da ritirare o notifiche relative al ritrovamento di veicoli.

L’obiettivo reale della chiamata, però, sarebbe quello di allontanare dall’abitazione le persone in grado di assistere anziani o cittadini fragili. In questo modo i criminali puntano a lasciare sole le vittime designate per poter tentare un accesso nelle abitazioni e mettere a segno furti.

Il comandante Zacheo lancia l’allarme

Sulla vicenda è intervenuto il comandante della polizia locale di Lecce, Donato Zacheo, che ha chiarito la totale estraneità del corpo rispetto alle telefonate ricevute dai cittadini.

Il comandante ha spiegato che gli agenti non effettuano chiamate di questo tipo e che eventuali comunicazioni ufficiali vengono trasmesse attraverso procedure formali e verificabili. L’invito rivolto alla popolazione è quindi quello di non fidarsi di richieste telefoniche improvvise e di controllare sempre la provenienza delle informazioni ricevute.

In caso di dubbi, i cittadini sono invitati a contattare direttamente il comando della polizia locale o le forze dell’ordine prima di compiere qualsiasi azione richiesta dagli interlocutori.

Dallo smishing alle telefonate: cresce il fronte delle truffe

L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di tentativi fraudolenti che nelle ultime settimane hanno interessato il territorio. Nei giorni precedenti, infatti, era stato segnalato anche un fenomeno di smishing, ovvero una truffa informatica basata sull’invio di Sms contenenti collegamenti dannosi utilizzati per sottrarre dati personali e credenziali.

La polizia locale continua quindi l’attività di prevenzione attraverso campagne informative rivolte alla cittadinanza, tra cui il progetto “Siate accorti!”, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sui rischi e fornire strumenti utili per riconoscere situazioni sospette.

La raccomandazione resta quella di non aprire la porta né seguire indicazioni ricevute da contatti non verificati, segnalando tempestivamente ogni tentativo anomalo alle autorità competenti.

Redazione

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