Un’operazione a sorpresa condotta nelle prime ore del mattino all’interno della casa circondariale di Borgo San Nicola, a Lecce, ha portato al sequestro di oltre 100 grammi di hashish, tre smartphone, un microcellulare e vari accessori elettronici. L’intervento è stato eseguito dagli agenti della polizia penitenziaria del reparto leccese, con il supporto della squadra cinofili della guardia di finanza.
Decisivo il fiuto del cane antidroga Jessica, in forza al gruppo della guardia di finanza di Lecce, che ha subito segnalato la presenza di sostanze stupefacenti. La perquisizione è avvenuta nelle aree comuni delle sezioni detentive del reparto reclusione.
Il materiale rinvenuto era ben nascosto e accuratamente suddiviso. La droga è stata trovata in sei distinti involucri, insieme a un bilancino elettronico, tre cellulari completi di cavetti e caricabatterie. In un secondo momento, durante il proseguimento delle operazioni di controllo, gli agenti hanno scoperto anche un microtelefono occultato all’interno delle intercapedini dei moduli prefabbricati delle scale, nella zona di una delle sezioni detentive.
Non è ancora chiaro come il materiale illecito sia stato introdotto all’interno dell’istituto penitenziario, ma gli inquirenti non escludono l’uso di droni, ipotesi già emersa in precedenti casi analoghi. In diverse circostanze è emerso che droni di piccole dimensioni sono stati impiegati per introdurre telefoni, sostanze stupefacenti e altri articoli proibiti all’interno degli istituti penitenziari
Il ritrovamento conferma ancora una volta la crescente difficoltà nel contrastare le nuove forme di contrabbando tecnologico e di sostanze stupefacenti all’interno degli istituti penitenziari. Le autorità stanno intensificando i controlli e valutando l’introduzione di misure tecnologiche aggiuntive per monitorare meglio le aree perimetrali e impedire l’ingresso di oggetti non autorizzati.
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