Il canedi una famiglia salentina è morto improvvisamente all’interno di una clinica veterinaria, situata in un comune alle porte di Lecce. La vicenda, risale a inizio settembre, ed è ora al centro di un’inchiesta condotta dai carabinieri del Nas.
Il cane era sotto cura per una terapia epatica, ma qualcosa sarebbe andato storto durante la somministrazione dei farmaci.
La situazione sembrava essere sotto controllo,la mattina del sabato, il cane avrebbe dovuto ripetere il trattamento, in quel momento, però non erano presenti medici, così è stata preparata una flebo dal personale presente che avrebbe, mescolando più principi attivi. È in questo frangente che, secondo la denuncia, si sarebbe verificato il grave errore. La somministrazione di un secondo farmaco, previsto per via sottocutanea, sarebbe stata iniettata direttamente nella cannula endovenosa già collegata al cane.
Pochi istanti dopo, il cagnolino ha emesso un forte guaito, si è urinato addosso e ha perso conoscenza. L’operatore sanitario è uscito dalla sala, tornando poco dopo con un medico che ha tentato manovre rianimatorie. I tentativi si sono rivelati vani: il cane è stato dichiarato morto nel giro di pochi minuti.
In seguito all’accaduto, la proprietaria ha sporto denuncia presso la Stazione dei carabinieri di Lecce, dando il via a un’inchiesta che ipotizza la violazione di più reati legati alla negligenza nella gestione del trattamento sanitario. L’8 settembre, i Nas si sono presentati nella clinica per sequestrare le riprese delle videocamere di sorveglianza, che potrebbero chiarire la sequenza delle azioni compiute dal personale medico e paramedico.
Al centro delle indagini vi è la possibilità che il farmaco in questione fosse inidoneo alla somministrazione endovenosa, o che la quantità utilizzata fosse eccessiva o non correttamente diluita. Si cercherà anche di stabilire se il personale presente fosse qualificato e se siano state seguite le corrette procedure di somministrazione.
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