Era già noto alle forze dell’ordine per una delle più vaste inchieste contro la criminalità organizzata salentina. Ora, dopo oltre un decennio, Andrea Carmine Pariti, 41 anni, originario di Pisignano, è tornato al centro dell’attenzione giudiziaria. I carabinieri lo hanno arrestato nuovamente per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, dopo un’operazione che ha portato al sequestro di cocaina, marijuana e denaro contante.
I militari della Sezione operativa della compagnia di Lecce si sono presentati nella mattinata del 18 settembre presso l’abitazione dell’uomo, situata nel borgo di Pisignano, frazione del comune di Vernole. L’intervento non è stato frutto del caso, ma frutto di un’attività investigativa mirata, che da tempo monitorava Pariti per il sospetto di una ripresa delle attività criminali.
Durante la perquisizione domiciliare, condotta con il supporto dell’unità cinofila del Nucleo di Modugno e della stazione di Vernole, sono stati rinvenuti circa 90 grammi di cocaina già suddivisa in dosi, oltre 430 grammi di marijuana, un bilancino di precisione e 11mila euro in contanti. Tutti elementi che hanno confermato le ipotesi investigative a carico del 41enne.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe cercato di disfarsi della droga e del denaro, lanciando un borsone contenente il materiale compromettente su un terrazzo adiacente, nel tentativo di eludere i controlli. Tuttavia, il comportamento sospetto ha insospettito i carabinieri che, intensificando le ricerche nei pressi dell’abitazione, sono riusciti a recuperare quanto nascosto. Fondamentale anche l’intervento del cane antidroga, che ha segnalato la presenza di marijuana all’interno dell’abitazione.
Dopo il sequestro di stupefacenti e denaro, Pariti è stato arrestato e trasferito in carcere, dove attende la convalida del fermo. Il procedimento è seguito dal pubblico ministero di turno, mentre l’indagato è assistito legalmente dall’avvocato Marco Luigi Elia.
Il nome di Andrea Carmine Pariti era già emerso nel 2014 nell’ambito della maxi operazione “Network”, scaturita dall’unione di due inchieste: “Alta Marea” dei Carabinieri del Ros e “Terra d’Acaia” della Squadra Mobile di Lecce. Le indagini, allora, avevano smascherato un vasto sistema di traffico di stupefacenti ed estorsioni, con particolare attenzione agli affari criminali legati alla gestione dei lidi balneari. La condanna per Pariti fu pesante: 11 anni e 8 mesi di reclusione, diventata definitiva nel giugno 2019.
Ma non è stato l’unico episodio di cronaca collegato al traffico di droga nelle ultime ore nel Salento. Sempre nella notte tra il 18 e il 19 settembre, i carabinieri della Sezione radiomobile di Maglie hanno arrestato un giovane di 24 anni, residente a Melendugno, trovato in possesso di sostanze stupefacenti durante un controllo a Otranto.
Il ragazzo è stato fermato intorno alle 4 del mattino mentre si muoveva per le vie della città a bordo di un monopattino elettrico. La perquisizione immediata ha portato al ritrovamento di una dose di cocaina e 480 euro in contanti, mentre un controllo successivo nella stanza di un bed and breakfast in cui alloggiava ha fatto emergere 35 grammi di hashish, 10 grammi di marijuana e due bilancini elettronici.
Anche in questo caso è scattato l’arresto in flagranza, ma il 24enne è stato rimesso in libertà poco dopo, su disposizione della procura, considerando l’assenza di precedenti penali e la modesta entità del materiale sequestrato.
Seguici su
Aggiungi leccetomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.