Assolto per vizio totale di mente l’uomo che uccise Sebastiano Danieli

Il 45enne Cosimo Loiola, ritenuto incapace di intendere e di volere, sarà trasferito definitivamente in una Rems: la sentenza del gup Francesca Mariano chiude il processo

Cosimo Loiola è stato assolto per malattia mentale, il 45enne di Galatone era accusato dell’omicidio di Sebastiano Danieli, avvenuto l’11 febbraio scorso. Il giudice Francesca Mariano, ha stabilito che l’uomo, al momento del delitto, era incapace di intendere e di volere, disponendo per lui il trasferimento definitivo in una Rems, una struttura di sicurezza destinata a soggetti socialmente pericolosi.

La decisione arriva dopo una perizia psichiatrica redatta dalla specialista Paola Calò, che ha evidenziato un quadro clinico profondamente compromesso. L’esperta, esaminando la documentazione medica e i colloqui effettuati in carcere, ha delineato un profilo caratterizzato da distacco dalla realtà, confusione mentale e deliri, tanto da rendere Loiola non consapevole delle proprie azioni. Già durante l’udienza di convalida, l’imputato aveva mostrato segni evidenti di squilibrio, sostenendo di essere un militare al servizio della Nato.

La vittima, Sebastiano Danieli, pensionato e componente della banda musicale locale, aveva già ricevuto minacce da parte dell’uomo per questioni di confine tra i terreni, ma non aveva dato peso alle parole dell’aggressore. Quel giorno, mentre stava concimando il proprio campo in contrada “La Grazia”, fu sorpreso alle spalle e colpito con un’ascia in ferro. Le immagini delle telecamere di sorveglianza ripresero l’intera aggressione: due colpi alla testa e un terzo quando ormai era a terra.

I carabinieri individuarono rapidamente l’assassino, trovandolo ancora con gli abiti insanguinati e l’arma del delitto nella sua abitazione. La sentenza ha portato anche all’esclusione dei familiari della vittima dalla costituzione di parte civile, una decisione accolta con dolore e incredulità dai congiunti di Danieli, assistiti dagli avvocati Tommaso Valente e Angelica Angelini.

Il difensore di Loiola, l’avvocato Antonio Luceri, ha espresso soddisfazione per una decisione che, a suo dire, riconosce la malattia mentale dell’imputato, pur nella consapevolezza della tragedia vissuta dalla famiglia Danieli.

 

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