Una vicenda dai contorni drammatici si è chiusa con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dalla pm Rosaria Petrolo. Una donna di 39 anni, infermiera di professione e residente a Casarano, è al centro di un’inchiesta per ripetuti maltrattamenti nei confronti della madre 78enne, malata e completamente non autosufficiente.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’anziana sarebbe stata abbandonata in casa in stato di degrado, senza riscaldamento in inverno né climatizzazione nei mesi estivi. Pochi viveri, bottiglie d’acqua e pessime condizioni igieniche avrebbero accompagnato la quotidianità della donna, costretta a vivere in un ambiente insalubre.
Tra i dettagli emersi dalle indagini, vi sono gravi episodi di violenza psicologica e fisica, testimoniati anche dai lividi rinvenuti sul corpo dell’anziana. L’infermiera avrebbe più volte impedito alla madre di utilizzare il telefono, lasciandolo scarico o senza numeri salvati in rubrica, isolandola dal resto del mondo. Le visite di amici o parenti erano vietate, e ogni tentativo di contatto veniva ostacolato.
Il 13 luglio dell’anno scorso, la donna, lasciata sola a letto da giorni, cadde nel tentativo di alzarsi, procurandosi un trauma a una gamba. Senza possibilità di chiedere aiuto telefonicamente, l’anziana gridò nella speranza che qualcuno la sentisse. Fu solo l’intervento del personale del 118 a porre fine temporaneamente all’incubo: portata all’ospedale “Ferrari” di Casarano, fu ricoverata in gravi condizioni fisiche, con segni di scabbia, deperimento e prolasso uterino. Le venne assegnata una prognosi di dieci giorni.
La 39enne, che figura ora nel registro degli indagati, è difesa dall’avvocato Marco Costantino. Il procedimento penale avviato dalla procura potrebbe ora proseguire verso il rinvio a giudizio, portando alla luce una storia di degrado familiare e gravi omissioni di cui le autorità sono venute a conoscenza solo dopo anni di silenzio e paura.
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