Ancora un’auto in fiamme nell’hinterland leccese. Questa volta l’episodio si è verificato a Cavallino, dove una Ford T-Max è stata avvolta dalle fiamme nella tarda serata di ieri, intorno alle 23, mentre si trovava parcheggiata in via Aldo Moro, all’angolo con via Sardegna. Il mezzo, intestato a una donna di 54 anni residente nel paese, commessa presso un centro commerciale della zona, ha riportato danni significativi nella parte anteriore.
L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce ha evitato che il rogo si propagasse ad altri veicoli o alle abitazioni vicine. I pompieri hanno operato per mettere in sicurezza l’area e spegnere le fiamme, che nel frattempo avevano già compromesso parte della carrozzeria del veicolo. Fortunatamente, non si sono registrati feriti.
Sul luogo dell’incendio sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Cavallino, insieme ai colleghi della compagnia di Lecce, per effettuare i rilievi e avviare le indagini. Tuttavia, l’assenza di videocamere di sorveglianza nella zona complica la ricostruzione della dinamica dei fatti e rende più difficile stabilire se si tratti di un incendio doloso o di un guasto tecnico.
Al momento non sono emerse evidenze concrete sulla natura dell’episodio, ma gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi. La pista dell’origine dolosa rimane tra le possibilità, anche in considerazione di precedenti simili verificatisi in altre aree del territorio leccese nelle ultime settimane.
L’incendio ha destato preoccupazione tra i residenti, sia per il rischio corso da altri veicoli parcheggiati nelle vicinanze, sia per l’eventualità che si tratti di un atto intenzionale. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando se nelle ore precedenti siano stati notati movimenti sospetti nell’area.
Questo episodio si aggiunge a una serie di auto incendiate che stanno colpendo diverse località del Salento, alimentando l’allarme tra cittadini e forze dell’ordine. L’individuazione dei responsabili e la prevenzione di nuovi casi restano le priorità per le autorità locali, impegnate nel rafforzare i controlli e monitorare le aree più esposte.
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