Parcheggio abusivo a Tricase, scattano quattro denunce

Un parcheggio pubblico realizzato in violazione delle norme paesaggistiche nella marina di Tricase Porto è finito al centro di un’indagine che ha portato alla denuncia di quattro persone. L’operazione, condotta dai Carabinieri Forestali del Nucleo di Tricase, ha rivelato che l’intervento avrebbe dovuto rispettare condizioni stringenti a causa della collocazione dell’area: un territorio agricolo sottoposto a vincolo paesaggistico, limitrofo alla zona boscata e alle aree del Parco Regionale Otranto-Leuca.

Secondo quanto accertato dai militari, la deroga rilasciata dal Comune prevedeva che lo stato dei luoghi rimanesse invariato, trattandosi di interventi dal carattere esclusivamente stagionale. Tale possibilità, introdotta dal cosiddetto decreto-coesione del maggio 2024 e convertita in legge due mesi dopo, consente la realizzazione temporanea di spazi funzionali a sostenere il turismo, ma solo a condizione che non venga alterato il paesaggio e che gli ambienti naturali vengano ripristinati al termine dell’utilizzo.

Nel caso di Tricase Porto, invece, l’area era stata completamente trasformata: un vasto piazzale era stato ricavato tramite l’estirpazione di alberi e arbusti della macchia mediterranea, con successiva stesura di materiale litoide per livellare il terreno agricolo. Erano state inoltre tracciate e delimitate le piazzole di sosta, segnale evidente di un’opera dall’impatto permanente, in contrasto con le prescrizioni imposte dalla normativa.

A seguito di questi accertamenti, i Carabinieri Forestali hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Lecce il proprietario del terreno, il direttore dei lavori e i due imprenditori responsabili dell’esecuzione dell’intervento. Le verifiche rientrano nell’ambito dell’“Operazione Another Brick”, un’iniziativa di più ampio respiro che mira a individuare e reprimere abusi edilizi e violazioni ambientali nel Basso Salento. L’operazione si avvale anche di strumenti tecnologici come droni ed elicotteri, già impiegati con efficacia nel monitoraggio del territorio.

La vicenda mette in evidenza l’importanza del rispetto dei vincoli ambientali nelle aree di pregio naturalistico, soprattutto in territori a forte vocazione turistica. Le autorizzazioni in deroga, pur pensate per alleggerire la pressione dei flussi stagionali, richiedono un rigoroso equilibrio tra esigenze locali e tutela del paesaggio. In questo caso, tale equilibrio sarebbe stato compromesso dalla modifica irreversibile dell’area, determinando l’intervento dei Carabinieri Forestali e l’attuale procedimento giudiziario.

 

Redazione

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