Adriana Poli Bortone e il tatuaggio “nostalgico”: tra scelta personale e polemiche pubbliche

Il tatuaggio con la sigla “Msi” di Adriana Poli Bortone al Lecce Tattoo Fest scatena un dibattito acceso

L’incisione e la sua risonanza sui social

Un tatuaggio che ha attirato l’attenzione del pubblico e dei media: è quello realizzato da Adriana Poli Bortone, ex sindaco di Lecce, che ha scelto di farsi imprimere sul polso la sigla “Msi”, acronimo del Movimento Sociale Italiano. Questo gesto ha immediatamente suscitato reazioni contrastanti, non solo per la scelta simbolica ma anche per il contesto in cui è stato realizzato, ossia durante una visita al Lecce Tattoo Fest. Il video dell’incisione, pubblicato sui social della manifestazione, ha dato il via a una serie di discussioni e polemiche.

Un gesto carico di significati politici e storici

La scelta di farsi tatuare il simbolo del Movimento Sociale Italiano, partito politico che ha avuto come figure di riferimento Giorgio Almirante e Pino Rauti, è stata interpretata da alcuni come una rivendicazione di una parte del passato politico della sindaca, dalla quale non ha mai preso le distanze. Questa decisione non è passata inosservata, soprattutto quando il gruppo Gioventù Nazionale di Lecce, con un atteggiamento entusiasta e quasi settario, ha ripostato l’immagine del tatuaggio sui social, esprimendo “fierezza per la sua storia”. Questo gesto ha dato vita a un acceso dibattito pubblico, con toni che variano tra il divertito e il critico.

La reazione di Carlo Salvemini: una critica al gesto della sindaca

Uno dei più forti oppositori di questo tatuaggio è stato Carlo Salvemini, ex sindaco di Lecce, che ha pubblicato un post critico nei confronti di Poli Bortone. Salvemini ha sottolineato che la libertà di scelta della sindaca nel farsi tatuare il simbolo del Msi va di pari passo con la responsabilità di assumersi le conseguenze delle proprie azioni. Ha ricordato anche il giuramento fatto dal sindaco sulla Costituzione italiana, suggerendo che, proprio per rispetto dei valori democratici e antifascisti, Poli Bortone dovrebbe riflettere sul significato storico di quel tatuaggio. La critica si è estesa anche al ruolo istituzionale che la sindaca riveste, chiedendo che, se ritiene importante il proprio gesto, eviti di partecipare alle celebrazioni del 25 aprile in quanto il tatuaggio potrebbe risultare irrispettoso per chi considera quella data un simbolo di liberazione dal nazifascismo.

Il contrappunto politico e la distanza tra passato e presente

Salvemini ha proseguito il suo intervento suggerendo che Poli Bortone, invece di partecipare alle celebrazioni della liberazione, potrebbe organizzare un incontro con Gioventù Nazionale Lecce, magari in una via che porti il nome di Giorgio Almirante, come segno di continuità con le scelte politiche del passato. Un riferimento che evidenzia la distanza tra le forze politiche antifasciste e quelle che hanno sostenuto la figura di Almirante. Infine, Salvemini ha richiamato alla memoria le parole di Vittorio Foa, che, riferendosi a Giorgio Pisano, noto esponente missino, aveva messo in evidenza la differenza tra coloro che avevano sostenuto il fascismo e chi aveva lottato per la democrazia.

Le reazioni del pubblico: ironia, difesa e polemiche

La vicenda ha innescato una vera e propria frattura tra chi ha difeso la sindaca, parlando di autoironia e spirito giovanile, e chi ha criticato il gesto come un’involontaria provocazione politica. Alcuni lo hanno definito un atto di goliardia, mentre altri hanno lamentato l’irrispetto verso la memoria storica del paese. Il dibattito continua a crescere sui social, con gli utenti divisi tra chi esprime sostegno per la libertà di scelta di Poli Bortone e chi, invece, condanna pubblicamente il gesto per il suo potenziale significato politico.

Redazione

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