Proseguivano senza sosta le indagini a Lecce sulla morte del ragazzo di 17 anni, di origine bulgara, rimasto ucciso da un colpo di pistola all’interno dell’abitazione in cui viveva. Gli investigatori tornavano nell’appartamento di via Quinto Mario Corrado per effettuare nuovi rilievi, con l’obiettivo di ricostruire con precisione quanto accaduto.
L’attenzione degli inquirenti si concentrava su ogni elemento utile a chiarire la dinamica del fatto. La polizia scientifica conduceva un’approfondita attività di analisi, esaminando tracce di sangue, repertando impronte e raccogliendo immagini all’interno dell’abitazione. Tutti i dettagli venivano valutati per comprendere in che modo fosse partito il colpo che si è rivelato fatale.
Parallelamente, la Procura avviava un’indagine formale, al momento senza indagati, ipotizzando il reato di istigazione al suicidio. Si trattava di un passaggio tecnico che consentiva agli inquirenti di approfondire ogni possibile scenario, senza escludere alcuna pista investigativa.
Secondo quanto ricostruito attraverso le testimonianze raccolte, al momento della tragedia erano presenti in casa il fratello maggiore della vittima e un amico. I due avrebbero riferito che il giovane aveva trovato una pistola, detenuta legalmente dal proprietario dell’abitazione. Convinto che l’arma fosse scarica, il 17enne avrebbe iniziato a maneggiarla per gioco, ignorando la presenza di un colpo ancora inserito.
Nel corso degli accertamenti, le persone presenti nell’appartamento venivano sottoposte al test dello stub, procedura necessaria per individuare eventuali residui di polvere da sparo sulle mani o sugli indumenti. Questo esame rappresentava un passaggio fondamentale per verificare eventuali responsabilità o confermare le versioni fornite.
Restava ancora incerto il contesto preciso in cui si era verificato l’episodio. Gli investigatori valutavano diverse ipotesi: un gesto volontario, un incidente domestico oppure un tragico errore durante un momento di gioco. Ogni scenario rimaneva aperto, in attesa dei risultati degli accertamenti tecnici e delle analisi scientifiche.
Lecce, 17enne muore colpito alla testa da un proiettile dell’arma da fuoco custodita in casa
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